Paola Cortellesi imita il Ministro Gelmini

Messaggio Littizzetto a Maria Star Gelmini

sabato 23 febbraio 2008

Relazioni interpersonali e ascolto empatico

Un convegno al liceo Siciliani

Si svolto ieri presso il liceo Pietro Siciliani di Lecce il convegno "La valenza dell'ascolto empatico nell'odierna relazione interpersonale-Cura e conoscenza dell'altrui bisogno"
In attuazione delle linee programmatiche individuate nel piano dell'offerta formativa del liceo "Pietro Siciliani" di Lecce, sono state implementate, nel corrente anno scolastico, varie iniziative funzionali a consolidare i rapporti col territorio, nella considerazione inclusiva delle istanze implicite ed esplicite provenienti dalle studentesse e dagli studenti, nonché dalle rispettive famiglie. Al fine di concretizzare e sostenere il legame anche con gli ex studenti e con le loro associazioni, gli organi collegiali del liceo salentino hanno accolto la richiesta di Raffaela Prete, già allieva del Siciliani sino all'a.s. 1995/1996, rivolta ad ottenere la concessione di supporto organizzativo e spazi dedicati, per la realizzazione di un convegno monotematico, intitolato "La valenza dell'ascolto empatico nell'odierna relazione interpersonale – Cura e conoscenza dell'altrui bisogno". L'evento in parola, svoltosi ieri, ha focalizzato la valenza dell'ascolto empatico, quale validissimo strumento di crescita ed auto-conoscenza, per valorizzare la centralità di tutti e di ciascuno, garantendo la soluzione condivisa di ogni forma di disagio, nelle dinamiche del successo formativo, nell'inclusione sociale e dell'apprendimento lungo tutto l'arco della vita, in sintonia con gli indirizzi dell'Unione Europea e col novellato DPR 249/1988(Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria). Il canovaccio dei lavori di studio ha registrato una prospettiva multidisciplinare di indagine filosofica, modulata propedeuticamente sui contesti educativo-relazionali o di cura, nella interpretazione dei bisogni reciproci di rapporto interpersonale, per la prevenzione del disagio. Hanno collaborato all' iniziativa vari esperti afferenti all'Università del Salento, agli Atenei di Bologna e Messina, in collaborazione con i rappresentanti politico-istituzionali del territorio pugliese. Sono intervenuti, tra gli altri, Carlo Nestola (Dirigente Scolastico), Loredana Capone (Vice Presidente della Provincia di Lecce), i docenti Angela Perucca, Francesco Fronterotta, Aurelio Meschini, Marco Piccinno, Alcino Siculella, Alessandro Taurino (Università del Salento), Francesco Gatto (Università di Messina). Ha partecipato, inoltre, Vincenzo Leone (Direttore Sanitario della Comunità "Emmanuel"), Maurizio Daggiano ed Andrea Canevaro (Università di Bologna), con un contributo video. Il meeting, aperto ai vari pubblici attivi nel pianeta salentino di istruzione e formazione, ha coniugato i processi di progettazione curricolare del liceo Siciliani con le linee guida per la prima attuazione dell'obbligo di istruzione, innalzato a dieci anni per effetto del Regolamento adottato con Decreto del Ministro della Pubblica Istruzione n. 139/2007, in applicazione della Legge 27 dicembre 2006, n. 296. In considerazione dell'alta valenza scientifico-culturale riflettente la proposta culturale, nello stile delle buone pratiche generanti le competenze chiave per la cittadinanza attiva, la scuola leccese ha concretizzato l'iniziativa nei locali dell'aula Magna di via Leuca, con il patrocinio di vari enti e istituzioni territoriali: Provincia di Lecce, Università del Salento (facoltà di Scienze della Formazione), Ministero della Pubblica Istruzione e associazione salentina per la Lotta Contro il Cancro.
Paolo Palomba

martedì 19 febbraio 2008

Sedicenti Psicologi nelle scuole dell'Emilia Romagna? (www.giulemanidaibambini.it)

Supporto a genitori e bambini, o promozione di farmaci?

Questa è un’intervista resa alla nostra redazione da Gianni Zappoli,
delegato del Centro Formazione e Ricerca “Don Lorenzo Milani” - nota
istituzione sociale per l’assistenza pedagogica ai più deboli - su di una
vicenda veramente inquietante: un’associazione che – con il beneplacito di
funzionari di un’istituzione pubblica - consiglierebbe senza riserve l’uso di
psicofarmaci a genitori ed insegnanti, in quanto “privi di effetti collaterali”.
Non sono medici, non sono psicologi, ma prendono posizione contro l’ASL
di Bologna, competente territorialmente, e dirottano le famiglie ad un’ASL
del Veneto “dove è più facile ottenere le metanfetamine per i bambini”.
Medicalizzazione self-service?

Ci dica in breve cosa è successo…

E’ successo che qualche giorno fa un genitore si è rivolto alle nostre strutture,
essendo la nostra una realtà notoriamente impegnata nel mondo della scuola, per
avere un consiglio ed un conforto. Il motivo dell’incontro è stata la forte perplessità
sorta in questo genitore in seguito ad un approccio avvenuto giorni fa con
un’associazione di Bologna, tale “AGAP - Associazione amici di Paolo”.

E di cosa si occuperebbe questa associazione?

Diciamo che si presenta come un “supporto” per genitori e bambini che vivono
situazioni di disagio comportamentale, in particolare bambini iperattivi, sofferenti
della – peraltro discussa - sindrome del deficit di attenzione, l’Adhd.

Come mai il genitore in questione era “fortemente perplesso”?

Beh, molto semplicemente perché gli è stato spiegato - dopo una serie di giri di
parole - che lo psicofarmaco è una soluzione efficace. Li definiscono “stracollaudati”,
e privi di effetti collaterali, eccetera, il tutto con toni molto tranquillizzanti, tali da
invogliare senza riserve al consumo. Ancor più sconcertante è l’affermazione che
“durante le quattro ore di efficacia dello psicofarmaco è possibile insegnare al
bambino le cose con efficacia”, quasi fosse una specie di “ammaestramento”
possibile grazie al farmaco.

Da un medico dell’associazione?

No, il punto è proprio quello: era sì un rappresentante dell’associazione, ma non era
un medico. Diciamo che al genitore è stata prospettata la soluzione farmacologica
come la soluzione migliore in molti casi, utilissimo, senza rischi, eccetera.

E siete sicuri non si trattasse di un medico?

Abbiamo verificato con cura i nominativi, nessun responsabile dell’associazione a
noi noto risulta essere iscritto all’albo dei medici. Ma il problema non è solo quello
della forte preoccupazione di questo genitore per questi “consulti” azzardati per
telefono, ma più in generale Lui, incuriosito, ha preso informazioni – che poi ci ha
riferito e documentato per iscritto – sui progetti che questa associazione segue
nelle scuole dell’Emilia Romagna, e ne emerge in effetti un quadro ancor più
preoccupante. Pare che quest’associazione promuova una campagna nelle scuole,
un vero e proprio invito alla “medicalizzazione del disagio”, inquadrando i problemi
del comportamento dei bambini come problemi clinici e “suggerendo” lo
psicofarmaco come una soluzione efficace. Noi non entriamo certo nel merito
dell’utilità o meno di utilizzare un farmaco, ma queste sono questioni delicate, che
devono afferire alle strutture specialistiche, e non – con tutto il rispetto – ad
associazioni che nulla hanno a che fare con la clinica e la medicina

Cos’altro risulta che dicano agli insegnanti ed ai genitori, questi signori?

Mah, una cosa che ci ha davvero sconcertato, è che pare prendano posizione contro
la Direzione Regionale Sanità, in particolare contro la dott. sa Elisabetta Frejaville,
giudicata troppo “morbida” sulla questione psicofarmaci. Ma ancor più grave è come
dipingono l’ASL di Bologna, ed anche l’unità di neuropsichiatria dell’Ospedale
Maggiore: li criticano senza riserve, al genitore al telefono han detto che a questi
specialisti di Bologna “non frega proprio niente dei bambini”, e che essi “dedicano
troppo poco tempo a questi problemi dei bambini”. Conosciamo di nome il dott.
Giancarlo Rigon, che segue la neuropsichiatria sul territorio, e non ci sembra
un’incompetente. Certamente prescrive pochi psicofarmaci, ovvero solo ai casi
estremi e quando lui lo ritiene giusto, ma questo non giustifica una “migrazione” di
piccoli pazienti verso lidi più permissivi…

In che senso “migrazione”? Vengono portati in altre ASL?

Si, sempre gli operatori di questa associazione, sulla cui competenza non vogliamo
esprimerci, suggeriscono ai genitori di togliere i bimbi dal centro di Bologna e di
portarli a San Donà di Piave, dove “si ottengono le prescrizioni degli psicofarmaci
senza problemi”. Stanno li tre giorni, poi ritornano indietro nella città di residenza
con la ricetta per gli psicofarmaci, ottenuta “facilmente”.

Questo è davvero sconcertante. E i “corsi” dei quali accennava prima, che
taglio hanno? Sono organizzati direttamente nelle scuole?

Sono corsi nei quali si spiega che questi problemi del comportamento dei bambini
sono una “malattia”, e che quindi sono necessariamente da “curare”. E non solo: a
volte sono organizzati anche con il beneplacito del Ministero.

Scusi, lei sostiene che il Ministero Pubblica Istruzione è d’accordo?

Si. Non è difficile da dimostrare, con la documentazione in nostro possesso, non
trova? (ci ha esibito un manifestino d’invito ad un convegno, in effetti su carta
intestata del Ministero Pubblica Istruzione, Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia
Romagna). L’organizzazione del corso è a cura di tale dottoressa Monica Pavan, che
dice di essere una psicologa.

Perché usa il condizionale?

Perché all’Ordine Nazionale degli Psicologi non risulta proprio iscritta, in nessuna
regione d’Italia. E’ davvero preoccupante che insegnanti e genitori si affidino con
fiducia a personaggi privi dei requisiti minimi di legge, soprattutto quando parliamo
di farmaci psicoattivi su dei bambini (ad una verifica sulla banca dati on-line
dell’Ordine, in effetti non risulta iscritta come psicologa nessuna persona con quel
nome e cognome, ndr).

C’è altro che vuole aggiungere?

Questa associazione critica anche gli psichiatri dell’ASL di Bologna perché usano il
manuale ICD-10 per fare le diagnosi dei problemi di comportamento dei bambini, la
Pavan sostiene che non va usato: ma noi ci siamo informati, è il manuale
diagnostico ufficiale redatto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, un
organismo sovranazionale,
come può un operatore sociale sconsigliarne l’uso?

Vuole dire che questi “operatori” sconsigliano l’uso di un manuale
diagnostico ufficiale e danno la “loro versione” che include l’uso di
psicofarmaci anche quando le diagnosi ufficiali non lo renderebbero
necessario?

Si, è esattamente ciò che sta accadendo in Emilia-Romagna, lo confermo. E vorrei
aggiungere un’ultima cosa, prima di concludere: al genitore che li ha interpellati per
telefono, questi signori dell’associazione hanno detto - vantandosene - di avere
“grandi appoggi”, di essere sostenuti a livello parrocchiale, sanitario e scolastico.
Vorrei proprio sapere allora i nomi ed i cognomi di chi è rimasto coinvolto in tutta
questa serie di comportamenti discutibili, se non illeciti. A nostro avviso la
magistratura dovrebbe occuparsene senza ritardo, è angosciante pensare che nella
scuola pubblica italiana si faccia una così sfacciata propaganda agli psicofarmaci per
bambini, laddove il Codice Farmaceutico, che è una legge dello Stato, impone
invece delle restrizioni rigidissime in tal senso.

Intervista raccolta in parte telefonicamente ed in parte via email tra il 10
ed il 12 febbraio 2008 da giornalisti della redazione di “Giù le Mani dai
Bambini” (www.giulemanidaibambini.org), Comitato nazionale italiano per
la farmacovigilanza in età pediatrica.

venerdì 15 febbraio 2008

Scuola: a Firenze decolla la riforma degli Organi Collegiali d'istituto

Scuola: a Firenze decolla la riforma degli Organi Collegiali d'istituto

Per la prima volta in Italia interpellata l’intera comunità scolastica

E’ una novità a livello nazionale questo incontro sistematico con la comunità scolastica che nell’arco di pochi mesi sta dando voce a studenti e genitori, amministratori, docenti e dirigenti scolastici di un’intera provincia. Non era mai accaduto che il Dirigente di un Ufficio Scolastico Provinciale (già Provveditore agli Studi) si muovesse per incontrare chi nella scuola studia e lavora, ed è una novità assoluta anche questa consultazione sulla riforma degli Organi collegiali che per tanti motivi da decenni non riesce a decollare.
Da tempo il Forum delle Associazioni dei Genitori AGe, AGeSC e CGD di Firenze sta lavorando per rilanciare la partecipazione dei genitori con incontri mirati di formazione per rappresentanti di classe e di istituto, riuscendo a raggiungere oltre trecento genitori. Adesso, su impulso della Dirigente provinciale Rosa De Pasquale, è stato avviato un intervento congiunto che coinvolgerà tutte le zone della provincia, per concludersi con la seduta plenaria di sabato 19 aprile, che licenzierà il documento finale da presentare al Ministero della Pubblica Istruzione. Nei primi due incontri, nelle zone nord e sud di Firenze, sono emersi elementi di assoluto interesse: a gran voce genitori, studenti, dirigenti e docenti hanno rigettato la proposta di abolire il rappresentante di classe, che negli ultimi dodici anni è stata avanzata da ben 14 disegni di legge su 15 presentati. Genitori e studenti chiedono che la scuola sia più trasparente e che sia loro garantito un numero di rappresentanti pari a quello dei docenti in Consiglio di Istituto, che dovrà continuare a essere presieduto da un genitore. Il vicepresidente del Quartiere 3 di Firenze Luciano Ridolfi ha rilevato l’urgenza per la scuola di aprirsi: “E’ fondamentale che vi sia una conferenz a dei servizi nella quale la scuola si confronta con il territorio” ha detto, mentre Paolo Cappelletti, assessore alla pubblica istruzione del comune di Calenzano, ha tenuto a sottolineare l’importanza di programmare insieme per ottimizzare le risorse. Doriano Bizzarri, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Montagnola-Gramsci di Firenze, ha invitato le associazioni a coinvolgere i genitori: “In pochissimi hanno partecipato agli incontri sulle indicazioni nazionali. Alcuni sarebbero disponibili a farsi coinvolgere ma c’è bisogno di una formazione specifica che li aiuti a comprendere cosa è la scuola”. Il prossimo incontro si terrà Sabato 16 Febbraio 2008 ore 9,30 alle ore 12,30 presso la Scuola Media Busoni Vanghetti, via Liguria 1 a Empoli. Il calendario degli incontri nelle varie zone della provincia e altro materiale possono essere consultati sul sito www.csa.fi.it. Addetto Stampa: Rita Manzani Di Goro 328 8424375 fopagsfi@yahoo.it

sabato 9 febbraio 2008

Casarano, secondo Polo al gelo

Da una settimana manca il gasolio per i termosifoni. «Pronti a scioperare»

Il secondo Polo al gelo

e i genitori insorgono



Di Alberto Nutricati

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 09/02/2008



L’istituto comprensivo Secondo Polo è al « fresco» da una settimana, e gli animi dei genitori dei piccoli alunni si riscaldano. A rendere noto che i termosifoni del plesso che ospita la scuola materna e la scuola elementare sono spenti da alcuni giorni, è il rappresentante dei genitori Valerio Rausa, che minaccia uno sciopero di classe. «È da una settimana che non c'è gasolio per alimentare l’impianto di riscaldamento - spiega il rappresentante - Tra l’altro fa freddo e sta circolando l’influenza. So che ci vogliono i tempi tecnici, che la scuola deve contattare il Comune, quest’ultimo, a sua volta, si deve rivolgersi ad un’azienda di Taurisano, intanto però i bambini, quelli che ancora non si sono ammalati, continuano a stare al freddo». Tuttavia, a dire del genitore, se dalla scuola arriva la conferma di aver avvisato il Comune, da quest’ultimo fanno sapere di non aver ricevuto nessuna segnalazione.
«Non si può agire in questo modo - prosegue Rausa - A noi non importa di chi è la responsabilità, vorremmo solo che simili problemi non si verifichino. Possibile - chiede il genitore - che non ci sia un modo per accorgersi che il gasolio sta terminando prima di restare senza scorte?». Eppure non sarebbe così difficile ovviare all’inconveniente. «Al rientro dalle vacanze natalizie - aggiunge Rausa - è stato fatto un rifornimento di 3mila litri, con cui si riesce a garantire il riscaldamento per circa quattro settimane. A parte il fatto che mi sembra assurdo che una scuola appena ristrutturata non disponga di un segnalatore di livello di carburante per la caldaia, ma, ad ogni modo, non mi sembra così difficile ricordarsi di controllare il serbatoio dopo tre settimane dal rifornimento per evitare simili disservizi.

Capisco, anche se non giustifico, il ritardo di un giorno, ma una settimana mi sembra un po' troppo ». La questione dovrebbe rientrare a breve, anche perché l’azienda incaricata di fornire il gasolio, che di regola provvede al rifornimento entro 24 ore dalla segnalazione, è stata informata ieri stesso. Intanto, se la situazione non dovesse trovare una soluzione, i genitori potrebbero proclamare già da oggi una singolare forma di sciopero, decidendo di non portare i loro bambini a scuola.

mercoledì 6 febbraio 2008

ASAS: La Rappresentanza della scuola «Va cambiata».

ASAS: La Rappresentanza della scuola «Va cambiata».

Secondo l’associazione delle scuole autonome, di cui fanno parte diversi dirigenti scolastici catanesi, negli istituti funzionano molti organi collegiali. Secondo l’Asas alcuni dovranno essere soppressi, altri potenziati. Secondo l’Asas, vi sono docenti che fanno parte di diversi organi collegiali e che «riportano, in seno all’organismo politico di amministrazione e di indirizzo, la cultura dell’ostruzionismo sindacale e di difesa di privilegi di categorie». In ogni scuola secondaria di secondo grado esistono ben 15 organi collegiali: consigli di istituto, di classe, collegio dei docenti, comitato di genitori, assemblea studentesca di istituto e studentesca di classe, assemblea ata e sindacale, comitato di valutazione, assemblea di genitori, i rappresentanti di lavoratori per la sicurezza, Rsu, organo di garanzia. Secondo l’Asas «dovrebbe essere potenziato e reso più rappresentativo il consiglio di istituto e il direttore dei servizi generali ed amministrativo (ex segretario) dovrebbe farne parte di diritto. Inoltre, dovrebbe essere prevista al suo seno la presenza di un delegato dell’ufficio scolastico regionale, di uno dell’ente locale, di uno del mondo produttivo, uno del mondo associativo (associazione genitori, librai), associazione volontariato, sportive presenti nel territorio. La presidenza del consiglio di istituto dovrebbe essere assegnata, per elezione, ad uno dei quattro consiglieri delegati. I cinque nuovi consiglieri dovrebbero subentrare a due componenti docenti, a un componente genitori, a due studenti. I due componenti studenti sarebbero designati annualmente quali migliori studenti per profitto delle penultime classi del corso. Il consiglio di classe dovrebbe avere riconosciuto il pagamento delle proprie riunioni in quanto organismo non elettivo, pagamentosottoposto alla valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati. L’assemblea studentesca dovrà svolgersi alla presenza del docente dell’ora che dovrà vigilare l’andamento dei lavori e dare un contributo culturale ai contenuti del dibattito. Novità anche nell’assemblea sindacale. La certificazione della presenza del personale alla riunione e la convocazione in orario exstracurriculare» . Secondo l’Asas non bisognerebbe mandare a casa gli allievi per tenere un’assemblea e le dieci ore di assemblea per il personale dovrebbero essere detratte dalle 80 ore annuali di riunione pomeridiane o pagate oltre il servizio dovuto. Infine «le Rsu a scuola sono una follia».
MARIO CASTRO (da http://www.lasicili a.it)

http://www.aetnanet .org/modules. php?name= News&file= article&sid= 9899

martedì 5 febbraio 2008

I genitori senza tempo i loro figli senza (vere) scuole

I genitori senza tempo i loro figli senza (vere) scuole

di Francesco Alberoni

L’Italia del Risorgimento ha fatto un enorme sforzo per istruire gli italiani costruendo un gran numero di scuole elementari e medie. Queste scuole si limitavano a fornire l'istruzione nelle aule, più qualche palestra e qualche giardinetto per la ricreazione. Ma erano le esigenze di allora. I giovani andavano a lavorare prima e le madri stavano a casa e si occupavano dei figli. Oggi le esigenze sono cambiate. La famiglia è fragile ed esausta, il bisogno di istruzione ed educazione immenso.

Due genitori che lavorano entrambi o una donna sola che lavora non riescono a prendersi cura dei figli. La natalità non diminuisce solo perché i giovani non vogliono rinunciare a stare con gli amici, alle happy hour e alle vacanze spensierate. La maggior parte di loro si ferma perché ha un lavoro precario e ha bisogno di una reale assistenza ai figli. Non basta diminuire le tasse o dare contributi. Dobbiamo dare alle giovani coppie la sicurezza che troveranno asili nido, scuole materne ed elementari che si prendano cura dei bambini dalle 8 del mattino fino a quando hanno finito di lavorare. E magari anche nel mese di luglio, quando ci sono le vacanze.

Ma hanno problemi anche i genitori con figli adolescenti, perché le nostre scuole medie e superiori finiscono all' una del pomeriggio o al massimo offrono un doposcuola di appoggio. E sono ancora le vecchie scuole progettate solo per l'insegnamento in aula. Oggi avremmo bisogno di college diurni in cui i ragazzi fanno letture, scrittura, sport, teatro, cinema, imparano attività artigianali che nessuno più insegna loro. Una scuola che richiede edifici scolastici nuovi o completamente riadattati e un corpo insegnante serio, autorevole e preparato.

Senza di essa i giovani resteranno a «cazzeggiare» o a instupidirsi davanti alla televisione. Nessun governo del dopoguerra ha fatto per la scuola uno sforzo simile a quello compiuto all'inizio del secolo ventesimo. Anzi nessun governo l'ha messa nell'elenco delle infrastrutture di base come le autostrade, i porti, l'alta velocità e le centrali elettriche. Ma non si può rimandare oltre.

La famiglia, da sola, non ce la fa più e la vecchia scuola perde credito ogni giorno, ha quasi smesso di educare. Dobbiamo prenderne atto, non chiudiamoci gli occhi. Occorre uno sforzo immenso per sorreggere i genitori, ricostruire il prestigio dell' educazione, dare nuovo slancio al nostro sviluppo economico e culturale!

04 febbraio 2008

http://www.corriere.it/editoriali/alberoni/08_febbraio_04/alberoni_8c893a8e-d2e8-11dc-8916-0003ba99c667.shtml

giovedì 31 gennaio 2008

Don Milani

lunedì 28 gennaio 2008

Darwin Day

Il 13 febbraio 2008 ill Darwin Day di Lecce

LECCE
Mercoledì 13 febbraio 2008, ore 18
Sala Ferrari, sede centrale dell’Ateneo, zona Porta Napoli.
Relazioni dei proff. Ferdinando Boero (biologo, Università di Lecce), Calogero Martorana (docente a Napoli, membro di redazione dell’Ateo e coordinatore UAAR di Napoli), Gigi Perrone (sociologo, Università di Lecce), Francesco Primiceri (epistemologo, docente a Casarano) e Luciano Scarpina (biologo a Gallipoli, ricercatore del darwinismo).
In collaborazione con UDU - Unione degli Studenti Universitari, e con il patrocinio del Comune e della Provincia di Lecce, e della Giunta Regionale pugliese.

http://www.uaar.it/uaar/darwin_day/2008/

lunedì 21 gennaio 2008

Circolare Ministeriale 15 gennaio 2008, n. 9 - Decreto Ministeriale 15 gennaio 2008 n. 8 - Adozione Libri di Testo a.s. 2008/2009

Dipartimento per l’IstruzioneDirezione Generale per gli Ordinamenti Scolastici
Circolare Ministeriale 15 gennaio 2008, n. 9
Prot. n. 373
Oggetto: Adozione dei libri di testo per l'anno scolastico 2008/2009
Premessa
La problematica relativa ai libri di testo ha assunto negli ultimi anni una particolare rilevanza sia per il ruolo strumentale che essi possono svolgere anche in regime di autonomia scolastica a sostegno dei processi di innovazione in corso sia per l’incidenza che esercitano in ambito sociale con riflessi sul diritto allo studio.L’adozione dei libri di testo, adempimento che, come è noto, rientra tra i compiti attribuiti al collegio dei docenti e ai consigli di classe/interclasse, rappresenta espressione dell’autonomia didattica delle istituzioni scolastiche, che si realizza anche con la scelta consapevole e mirata e l’utilizzazione di metodologie e strumenti didattici coerenti con il Piano dell’Offerta Formativa.Il relativo provvedimento formale del collegio dei docenti deve essere adeguatamente motivato per quanto attiene alle scelte effettuate, soprattutto per rendere edotte le famiglie, su cui grava, ad eccezione della scuola primaria, l’onere finanziario dell’acquisto dei testi scolastici.Considerato che il complesso dei prodotti editoriali risulta sempre più arricchito, si ritiene opportuno che, nella fase preliminare delle adozioni, vengano previste modalità specifiche di valutazione dei contenuti dei testi proposti all'attenzione dei docenti, attraverso momenti collegiali di confronto, esame e valutazione, che vedano il coinvolgimento di genitori e, nella scuola secondaria superiore, anche di studenti.
Dotazioni librarie e tetti di spesa
Come per il corrente anno scolastico, la dotazione libraria della scuola primaria risulta configurata come segue:
I classe - Il libro della prima classe e il libro di Lingua ingleseII e III classe - Sussidiario e il libro di Lingua ingleseIV e V classe - Sussidiario dei linguaggi, Sussidiario delle discipline e il libro di Lingua inglese
I docenti attualmente impegnati nelle classi terminali della scuola primaria hanno, preferibilmente, cura di proporre al collegio dei docenti la scelta dei testi per le classi I, II e III, mentre i docenti impegnati nelle classi terze, i testi per le classi IV e V.Relativamente all'insegnamento della religione cattolica, per gli alunni che intendano avvalersene, i testi per la scuola primaria sono i seguenti:
volume I - per la classe prima e per il primo biennio (classi II e III), composto di 80 pp.;
volume II - per il secondo biennio (classi IV e V), composto di 80 pp.
Relativamente alla scuola primaria, si richiama l’attenzione sulla opportunità che, al fine di evitare comportamenti impropri, le cedole librarie vengano esclusivamente consegnate ai genitori degli alunni ovvero a coloro che ne esercitano la potestà parentale.Con gli allegati decreti ministeriali sono fissati i prezzi di copertina dei libri di testo della scuola primaria e i tetti di spesa della scuola secondaria di primo grado, entro cui i docenti devono effettuare la scelta dell’intera dotazione libraria.Con apposito decreto ministeriale in corso di definizione viene stabilito, a decorrere dall’anno scolastico 2008-2009, il prezzo massimo complessivo della dotazione libraria per l’intero ciclo di studi la scuola secondaria superiore.
Tempi e modalità per l’adozione
Per quanto attiene la definizione delle norme e avvertenze tecniche per la compilazione dei libri di testo per il primo e secondo anno della scuola secondaria superiore trova applicazione l’allegato A, annesso al decreto ministeriale n. 547 del 7.12.1999, di cui ad ogni buon conto si allega copia. Le adozioni dei testi scolastici sono deliberate nella seconda decade del mese di maggio per tutti gli ordini di scuola.Nella scuola secondaria di primo grado e nella scuola secondaria superiore i dirigenti scolastici sono tenuti a prestare particolare attenzione al rispetto dei limiti di spesa, entro cui il collegio dei docenti deve effettuare la scelta dei libri di testo.Nel caso in cui non venga rispettato il tetto di spesa previsto e la scelta adottata motivatamente dal collegio dei docenti ecceda tale limite, la decisione deve essere approvata dal consiglio di istituto (art. 2, comma 4 del decreto ministeriale n. 547/1999).Particolare attenzione deve inoltre essere prestata da parte dei collegi dei docenti alle nuove edizioni, le quali, a norma dell’allegato A annesso al citato decreto n. 547/1999, sono consentite solo in caso di obiettive necessità determinate da sostanziali innovazioni scientifiche o didattiche, mediante aggiunta, eliminazione, sostituzione o riedizione di singole parti o sezioni.Le nuove edizioni del libro di testo debbono, inoltre, recare l'indicazione puntuale delle modifiche resesi necessarie. Di tali indicazioni i docenti devono tener conto, al fine di valutare se le integrazioni apportate siano determinanti rispetto al piano di insegnamento programmato e, nel caso in cui le modifiche non abbiano rilevanza in tal senso, in sede di adozione deve essere apposta la precisazione che il testo è valido anche per precedenti edizioni.Effettuate le adozioni, le istituzioni scolastiche affiggono all’albo della scuola l’elenco dei libri di testo prescelti, inserendo, altresì, nel proprio sito web – se attivato – analoga elencazione.
Comunicazione delle adozioni e verifiche
Le istituzioni scolastiche devono comunicare, entro e non oltre il 10 giugno 2008, sulla base di specifiche istruzioni che saranno tempestivamente comunicate, all’AIE e all’Ufficio scolastico regionale i dati delle adozioni effettuate.I direttori degli Uffici scolastici regionali, ricevuto l’elenco delle adozioni effettuate, verificano il rispetto dei limiti di spesa da parte delle singole istituzioni scolastiche e, nel caso di superamento del tetto di spesa, provvedono a contestare ai dirigenti scolastici il mancato rispetto dei limiti di spesa, invitandoli a far conoscere le relative motivazioni.A tale specifico riguardo, si richiama l’attenzione dei dirigenti scolastici sulla esigenza di porre in essere una attenta opera di sensibilizzazione nei confronti del collegio dei docenti, affinché le scelte effettuate siano tali da consentire il rispetto dei limiti di spesa.L’assegnazione di altro docente nella classe, a decorrere dal 1° settembre 2008, non consente in alcun modo una diversa scelta dei testi già effettuata.Per mettere a disposizione degli alunni non vedenti libri di testo adeguati, in tempo utile rispetto all’inizio delle lezioni, è indispensabile che i dirigenti scolastici delle istituzioni scolastiche presso cui risultino presenti tali alunni, effettuate le adozioni, si attivino immediatamente, per agevolare la trascrizione dei testi.
Noleggio e comodato d’uso
Si richiama, altresì, l’attenzione sulle innovazioni introdotte dalla legge n. 296/2006 (finanziaria 2007), circa la concessione in comodato d’uso, a fronte di particolari esigenze, dei libri di testo agli studenti che adempiono l’obbligo d’istruzione, nonché sull’estensione della gratuità parziale dei libri di testo agli studenti del primo e del secondo anno dell’istruzione secondaria superiore. A tal fine sono state ripartite, su base regionale, specifiche risorse finanziarie.Una ulteriore innovazione introdotta dalla citata legge n. 296/2006 riguarda il noleggio di libri scolastici agli studenti da parte di istituzioni scolastiche, reti di scuole e associazioni dei genitori. In tal caso, come già precisato con nota circolare prot. n. 7919 del 24 luglio 2007, deve essere salvaguardato il diritto d’autore, mediante apposita autorizzazione da parte dell’avente diritto per i testi noleggiati.
IL DIRETTORE GENERALE
Mario G. Dutto

Ministero della Pubblica Istruzione
Decreto Ministeriale 15 gennaio 2008, n. 7
Prezzo di copertina dei libri di testo per la scuola primaria per l’anno scolastico 2008/2009
IL MINISTRO
VISTA la legge 10 agosto 1964, n. 719, relativa alla fornitura gratuita dei libri di testo agli alunni delle scuole elementari;VISTO il D.P.R. 28 febbraio 1988, n. 161, concernente la compilazione dei libri di testo per l’insegnamento della religione cattolica;VISTO il D.L.vo 16 aprile 1994, n. 297, recante le disposizioni legislative riguardanti le scuole di ogni ordine e grado;VISTA la legge 29 dicembre 1998, n. 448, ed in particolare l’articolo 27;VISTO il D.M. 7 dicembre 1999, n. 547, con il quale è stato adottato il regolamento relativo all’approvazione delle norme e avvertenze tecniche per la compilazione del libro di testo da utilizzare nella scuola dell’obbligo ed ai criteri per la determinazione del prezzo massimo complessivo della dotazione libraria necessaria per ciascun anno della predetta scuola;VISTO il D.M. n. 44 del 22 maggio 2007, con il quale è stato stabilito il prezzo di copertina dei libri di testo per la scuola primaria per l’anno scolastico 2007/2008;VISTA la sentenza del TAR del Lazio n. 4289 del 31 maggio 2005, confermata dal Consiglio di Stato con sentenza n. 5076/2007, con cui è stato riconosciuto agli editori il diritto all’adeguamento annuale dei prezzi di copertina dei testi della scuola primaria, in applicazione del protocollo d’intesa n. 125446 del 18.03.1997, sottoscritto presso l’allora Ministero dell’industria, commercio e artigianato;RICONOSCIUTA la necessità di incrementare, per l’anno scolastico 2008/2009, i prezzi stabiliti con il predetto D.M. n. 44/2007;VISTO il tasso effettivo di inflazione per l’anno 2006, pari al 2,1%;
DECRETA
Articolo 1(Prezzo di copertina)
Il prezzo di copertina di ciascun volume comprensivo di I.V.A., in relazione alle specifiche caratteristiche, è stabilito, per l’anno scolastico 2008/2009, come segue:

Classe
Libro della prima classe
Sussidiario
Sussidiario dei linguaggi
Sussidiario delle discipline
Religione
Lingua straniera
Totale
1a
€ 9,87
€ 6,05
€ 2,99
€ 18,91
2a
€ 13,82
€ 4,46
€ 18,29
3a
€ 19,76
€ 5,95
€ 25,71
4a
€ 12,78
€ 15,86
€ 6,06
€ 5,95
€ 40,66
5a
€ 15,50
€ 18,50
€ 7,44
€ 41,44
Totale
€ 9,87
€ 33,58
€ 28,28
€ 34,36
€ 12,12
€ 26,80
€ 145,00
Articolo 2(Sconto d'uso)
Per gli acquisti effettuati a carico del Ministero della Pubblica Istruzione e degli Enti Locali viene praticato dai librai uno sconto non inferiore allo 0,25 per cento sul prezzo di copertina.
IL MINISTROFioroni

Ministero della Pubblica Istruzione
Decreto Ministeriale 15 gennaio 2008, n. 8
Determinazione del prezzo massimo complessivo della dotazione libraria necessaria per ciascun anno di corso della scuola secondaria di primo grado per l’anno scolastico 2008/2009
IL MINISTRO
VISTO il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, recante le disposizioni legislative riguardanti le scuole di ogni ordine e grado;VISTA la legge 23 dicembre 1998, n. 448 (finanziaria 1999), ed in particolare l’art. 27, comma 1;VISTA la legge 27 dicembre 2006, n. 296 (finanziaria 2007), ed in particolare l’art. 1, comma 628;VISTO il decreto ministeriale 7 dicembre 1999, n. 547, contenente le norme e avvertenze tecniche per la compilazione del libro di testo da utilizzare nella scuole dell’obbligo e i criteri per la determinazione del prezzo massimo complessivo della dotazione libraria necessaria per ciascun anno della predetta scuola;CONSIDERATO che la dotazione libraria della scuola secondaria di primo grado deve fare riferimento anche all’insegnamento della seconda lingua straniera;RITENUTO necessario determinare un adeguamento del tetto di spesa complessivo, in relazione al mutato quadro di riferimento dell’editoria scolastica per la scuola secondaria di primo grado;VALUTATA l’opportunità di incrementare il tetto di spesa dell’intera dotazione libraria della scuola secondaria di primo grado, rapportandolo agli incrementi del tasso d’inflazione;VISTO il tasso effettivo di inflazione per l’anno 2006, pari al 2,1%;
DECRETA
ART. 1 - Per l’anno scolastico 2008/2009, il prezzo massimo complessivo della dotazione libraria necessaria per le discipline di ciascun anno di corso della scuola secondaria di primo grado, da assumere quale limite all’interno del quale i docenti sono tenuti ad operare le proprie scelte, è così determinato:
1^ media € 286,00;2^ media € 111,00;3^ media € 127,00
ART. 2 – Eventuali superamenti del prezzo massimo complessivo nella prima classe possono essere compensati, nei successivi anni, rispetto al prezzo massimo complessivo della seconda e della terza classeART. 3 – Eventuali incrementi degli importi indicati ai precedenti articoli debbono essere contenuti entro il limite massimo del 10%. In tal caso le relative delibere di adozione dei testi scolastici debbono essere adeguatamente motivate da parte del Collegio dei docenti ed approvate dal Consigli di istituto.
IL MINISTROFioroni

sabato 19 gennaio 2008

Il ministro della P.I. condannato per danni gravi ed irreparabili causati dalla non assegnazione dell'insegnante di sostegno

S F I D A Sindacato Famiglie Italiane Diverse Abilità
www.sindacatosfida. it e-mail: infosfida@tin. it tel. 3384520976 fax 0882-991017

COMUNICATO STAMPA
10/01/2008

Il Ministero della P.I. condannato per danni gravi ed irreparabili causati dalla non assegnazione dell'insegnante di sostegno.

Il Parlamento italiano fissando il numero degli insegnanti di sostegno ha fatto prevalere la logica dell'economia e non i reali bisogni dei disabili, così non è stato per il TAR di Catania che ha confermato quanto SFIDA sostiene da diverso tempo( Il diritto allo studio degli studenti disabili non può essere limitato dal Bilancio dello Stato).
I Magistrati della seconda sezione del Tar di Catania:
- Dr. Gabriella Guzzardi Presidente, relatore;
- Dr. Paola Alba Pulitati;
- Dr. Francesco Bruno ;
hanno accolto il ricorso della famiglia di Salvatore a cui erano state ridotte le ore di sostegno rappresentata e difesa dall'Avv. Fabio Rossi del Sindacato SFIDA, ritenendo :
"che sussiste il danno grave ed irreparabile per cui va accolta la domanda di sospensione dell'esecuzione sopra descritta e per l'effetto va disposto che il Ministero intimato valuti le gravi e concrete esigenze dell'alunno ********* al fine di attribuire allo stesso in deroga, un numero di ore di sostegno conforme alla propria richiesta (diciotto ore settimanali) ."
Siamo in attesa di giudizio di altri ricorsi.
Ci auguriamo che il Ministero si ravveda e garantisca le giuste ore di sostegno a tutti gli studenti disabili.
Roma lì 10/01/2008 Il Segretario Nazionale
ing. Andrea RICCIARDI

Progetto bullismo G.E.S.

Progetto nazionale per la prevenzione del bullismo

Istituto Tecnico Industriale " Meucci ". Studenti in "fuga" un sms li smaschera

Istituto Tecnico Industriale "Meucci". Studenti in "fuga", un sms li smaschera

Di Antonella Coppola

Dal Nuovo Quotidiano di Puglia del 16/01/2008

Tempi duri in vista per gli studenti frequentanti l'istituto tecnico industriale "Meucci" di Casarano.

sabato 12 gennaio 2008

Circolare ministeriale 14 dicembre 2007, n. 110 (tratto da Educazione&scuola)

Sabato, 12 Gennaio 2008
Dipartimento per l’Istruzione
Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici

Circolare Ministeriale 14 dicembre 2007, n. 110

Prot.n. AOODGOS 1032

Oggetto: Iscrizioni alle scuole dell'infanzia e alle classi delle scuole di ogni ordine e grado relative all'anno scolastico 2008/2009

mercoledì 26 dicembre 2007

Emergenza supplenze

Da: Elena
Inviato: 18 December 2007 23:58
A: Undisclosed- Recipient: ;
Oggetto: Fw: EMERGENZA SUPPLENZE vi prego di leggere e inoltrare

----- Original Message -----
From: Simona Blosi
To:
Sent: Sunday, December 16, 2007 10:35 PM
Subject: EMERGENZA SUPPLENZE vi prego di leggere e inoltrare

EMERGENZA SUPPLENZE:

IL DIRIGENTE DELL'UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE

DI BOLOGNA INVITA I GENITORI A DENUNCIARE A LUI DIRETTAMENTE

LE IRREGOLARITA' PER MANCATA SOSTITUZIONE

DEGLI INSEGNANTI ASSENTI.

All'incontro con il Dirigente dell'Ufficio Scolastico Provinciale, dott.
Luciano Chiappetta, del 12/12/07, egli ci ha confermato che i Dirigenti
devono sostituire gli insegnanti assenti, chiamando supplenti anche per
pochi giorni, e facendo poi richiesta di finanziamenti, se non ne avessero
abbastanza. Ha invitato i genitori a denunciare a lui stesso tutte le
irregolarità che essi riscontrano nelle scuole per la mancata sostituzione
degli insegnanti assenti, specificando che :

- per il primo giorno potrebbe non essere facile trovare e si può ricorrere
ad insegnanti disponibili all'interno del plesso (ma solo per il primo
giorno),

- non è ammissibile che gli alunni vengano divisi in altre classi,

- nè che a coprire l'assenza sia un insegnante di sostegno, anche nella
classe di cui è contitolare a meno che il bambino che necessita della sua
presenza non sia assente

- ovviamente anche gli insegnanti di religione, di attività alternativa e
inglese non possono fare supplenza, perchè hanno già il loro lavoro.

PROPOSTA A TUTTI GENITORI

DELLE SCUOLE DI BOLOGNA E PROVINCIA

Ciò premesso si invitano tutti i genitori e in particolar modo i
rappresentanti di classe

a chiedere alle insegnanti di essere informati qualora non vengano
sostituiti gli insegnanti assenti, e le irregolarità sopra citate si
verifichino, e procedere ad una denuncia seguendo le seguenti modalità e
utilizzando il modello di testo che segue (in modo che sia chiaro che la
denuncia viena dalla voce di un coro compatto):

A) il giorno stesso della mancata assegnazione del supplente per supplenza
breve, le insegnanti inviino una comunicazione a tutti i genitori o
comunque al rappresentante di classe attraverso il figlio/a, sia della
classe scoperta, sia eventualmente delle classi che abbiano accolto gli
alunni di quella scoperta, se c'è stata divisione;

B) tutti i genitori, avvisati dall'insegnante o dal rappresentante,
invieranno fax o e-mail al Provveditore Dott.Chiappetta. e pc Vicario -
Dott.ssa Vannelli - e pc. Sig.ra Finocchiaro;

C) il rappresentante invierà la stessa comunicazione alla stampa;

D) per evitare sovrapposizioni di invio ai giornalisti, qualora la
comunicazione di mancata sostituzione da parte degli insegnanti coinvolga
più classi (perchè c'è stato uno smembramento) , la comunicazione alla stampa
sarà fatta solo dal rappresentante della classe scoperta, non da quelli
delle classi che hanno accolto.

Questa azione è molto importante:

perchè il Dirigente stesso dell'USP Dott. Chiappetta dichiara che i
supplenti vanno chiamati, ed è necessario che sia lui a farlo presente ai
Dirigenti che non lo fanno (dietro nostra segnalazione)

perchè dà una continuità alla protesta

perchè ne rimane traccia scritta

perchè siamo genitori e non insegnanti e Dirigenti: è noto che abbiamo un
peso nettamente maggiore

perchè i Dirigenti seguono direttive o regole di bilancio dalle quali spesso
temono di non potersi discostare, ma noi possiamo con questa azione
sostenerli

perchè gli insegnanti potrebbero rischiare richaimi dai loro Dirigenti
qualora denunciassero una prassi irregolare ormai consolidata, ma noi no!

Pertanto vi prego di considerare questa forma di denuncia che ritengo poco
eclatante ma di sicuro effetto, più saremo più non potranno fare a meno di
ammettere che il problema c'è, e che i Dirigenti delle scuole hanno bisogno
di essere sostenuti nel riprendere a chiamare i supplenti, anzichè temere a
farlo.

____________ _________ ______

LETTERA DA INVIARE VIA MAIL O FAX ALL'UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE DI
BOLOGNA

Al Provveditore USP Bologna Dott. Luciano Chiappetta

e p.c. Vicario Dott.ssa Vilma Vannelli

e p.c. Sig.ra Finocchiaro

Fax 051230479

mail usp.bo@istruzione. it

Agli organi di stampa

Luogo

Data

In seguito all'incontro con la delegazione di genitori del 12 dicembre 2007
con il Dirigente USP dott. Chiappetta in cui lo stesso ci chiedeva di
denunciare irregolarità nella gestione delle supplenze brevi, con la
presente sono a denunciare che:

il giorno ---

nella scuola ----

la classe ---

A) è stata divisa

B) ha accolto studenti di una classe senza supplente

C) l'insegnante assente è stata sostituita dall'insegnante di sostegno che
pertanto non ha potuto seguire il/i bambino/i certificato/ i presenti nella
classe

D) ... altra situazione

Il genitore

Nome Cognome

recapito/mail

lunedì 10 dicembre 2007

V° rapporto di cittadinanzattiva su sicurezza, igiene e comfort a scuola

Scuola
Le scuole italiane, ancora rimandate in sicurezza. Presentato il V Rapporto su sicurezza, igiene e comfort degli istituti scolastici.
Le scuole italiane, ancora rimandate in sicurezza.
Peggiora il dato sugli incidenti, immutato, ma negativo, il dato su crolli di intonaco e barriere architettoniche.
In oltre un caso su dieci manca l’acqua potabile.

Presentato il V Rapporto di Cittadinanzattiva su sicurezza, qualità e comfort a scuola

Crolli di intonaco, assenza di certificazioni, sporcizia e polvere un po’ ovunque. E ancora troppi incidenti occorsi a personale e studenti: in media più di quattro all’anno nelle scuole oggetto della rilevazione. La sicurezza delle nostre scuole lascia ancora molto a desiderare.
A dirlo è il V Rapporto nazionale Impararesicuri di Cittadinanzattiva su sicurezza, qualità e comfort a scuola, presentato oggi a Roma, che ha riguardato 184 edifici scolastici di 15 regioni e 75 città.
La Regione che raccoglie il dato complessivo peggiore è la Calabria.

La maglia nera dell’insicurezza va quest’anno alle mense. Il dato più grave è che in troppi casi (11% delle scuole monitorate) si utilizzano come mensa locali impropri, inadeguati e non sicuri.
Crolli di intonaco nel 27% delle mense monitorate, presenza di fili elettrici scoperti nel 30% dei casi, pavimentazione irregolare nel 35% e ancora polvere, imbrattamenti, assenza di porte antipanico: sono questi gli elementi di insicurezza nei locali dove gli studenti consumano il pranzo.
Nonostante lievi miglioramenti nell’applicazione della legge 626/96, restano gravi situazioni di pericolo quotidiane su cui si fa poca vigilanza e scarsa informazione. Dai cancelli aperti durante le ore di lezione, alle recinzioni in cattive condizioni, dagli spigoli non protetti agli armadietti non ancorati al muro, sono soprattutto i piccoli studenti a correre pericoli quotidiani.
Più in generale, anche il monitoraggio di quest’anno conferma il dato assai negativo dei crolli di intonaco che interessano ancora una scuola su quattro e la mancanza di certificazioni. Il 41% delle scuole è privo del certificato di agibilità statica, il 43% non ha il certificato di agibilità igienico-sanitaria e addirittura il 52% quello di prevenzione incendi. Sporcizia, imbrattamenti e rifiuti non rimossi la fanno da padrone nelle mense (31% delle scuole), in segreteria (25%) e nella sala professori (20%). L’acqua potabile non è ancora un diritto per tutti: l’11% delle scuole visitate ne sono sprovviste. Si tratta di 9 edifici situati in Sicilia, 8 in Calabria, 2 in Emilia Romagna, 1 nelle Marche e 1 in Lombardia. Gli incidenti a scuola sono in aumento, così come avevamo denunciato due anni fa e come mostrano chiaramente i dati dell’Inail che si fondano sulle denunce e ai quali, pertanto, vanno aggiunti una miriade di incidenti di diversa entità che non vengono denunciati.
Nelle scuole monitorate da Cittadinanzattiva sono stati segnalati 780 incidenti, di cui 631 (92%) a studenti. Le cause sono, nel 50% dei casi, accidentali, seguono le cadute durante le attività sportive (38%) e un 5% è causato da cattive condizioni degli arredi o uso improprio delle attrezzature. Anche le palestre non godono di buona salute.
Innanzitutto sono ancora 39 su cento le scuole che non dispongono di una propria palestra. Laddove c’è una palestra all’interno dell’edificio, questa presenta barriere architettoniche nel 19% dei casi, segni di fatiscenza sulle pareti nel 18%,mancano di cassetta di pronto soccorso nella metà delle scuole monitorate e in nessun caso ci sono attrezzature adeguate per disabili. In assenza di palestre viene usato l’84% delle volte il cortile. Ma anche qui la sicurezza lascia a desiderare.
Il cortile presenta nel 15% dei casi fonti di pericolo, in ben il 24% ha una recinzione in cattive condizioni e nel 31% delle scuole non dispone di porta antipanico. Va meglio la sicurezza delle aule, anche se segnaliamo che gli arredi( ad esempio sedie e appendiabiti) non sono in numero adeguato a quello degli studenti e che ancora troppi sono rotti o in cattive condizioni. Nel 29% delle scuole, inoltre, le classi presentano spigoli non protetti e armadi non ancorati alle pareti.
A seguito dei 215 milioni di euro messi a disposizione dallo Stato per la sicurezza antisismica e dei 750 milioni di euro per la manutenzione ordinaria e straordinaria co-finanziati da Stato, Regioni, Comuni e Province, Cittadinanzattiva chiede:
1. continuità nei fondi per la messa in sicurezza degli edifici scolastici;
2. un federalismo responsabile: il rispetto del patto per la sicurezza proposto dal ministro Fioroni;
3. il completamento e l’utilizzo dell’anagrafe dell’edilizia scolastica;
4. attività costante di informazione rivolta a studenti, genitori, insegnati, e personale non docente, in materia di salute e sicurezza;
5. partecipazione e coinvolgimento dei cittadini per la progettazione, attuazione, controllo e la verifica delle azioni di politica sulla sicurezza.

Il 23 e 24 novembre prossimi Cittadinanzattiva realizzerà centinaia di eventi nell’ambito della V Giornata nazionale della sicurezza: prove di evacuazione, corsi di addestramento all’uso degli estintori, assemblee con docenti, studenti e famiglie sui rischi legati alla sicurezza, ma anche attività ludiche sono solo alcune delle attività che saranno realizzate in migliaia di scuole sull’intero territorio nazionale.

Il Rapporto su “Sicurezza, qualità e comfort a scuola” fa parte della Campagna “Imparare sicuri” che si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio di: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dell’Istruzione, Ministero della Salute, Ministero delle Politiche Agricole, Ministero per le politiche giovanili ed Ismea.
La Campagna è inoltre realizzata in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile, il sostegno della Fondazione Johnson&Johnson, ABB, Coop Consumatori Nord Est, Fondazione MSD, TNT e 3M.





CittadinanzAttiva, via Flaminia 53 - 00196 Roma - Tel 06.3671.81 Fax 06.3671.8333 - P.IVA 02142701008 Comunicazione web

Perche' non accada anche in Italia

PERCHÉ NON ACCADA ANCHE IN ITALIA…

Quest’opuscolo vuole fornire un’ampia e dettagliata informazione sul tema ADHD(*) ma soprattutto fornisce gli strumenti di valutazione indispensabili affinché ognuno possa farsi un’opinione personale e decidere in modo informato e responsabile se l’ADHD è una malattia o un artefatto. Ogni dato e fonte citata, ha un preciso riferimento bibliografico.
*(Attention Deficit Hyperactivity Disorder, che in lingua italiana diviene “Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività”)

Per coloro che volessero approfondire questo argomento al termine dell’opuscolo, è stata inserita una lista di fonti di informazione (libri, siti web, ecc.). .

ADHD: malattia o artefatto?
Di fronte ad ogni argomento che abbia componenti tecniche, ognuno di noi può fare una scelta: delegare la decisione agli “esperti” – dicendo a se stesso: perché io non ne capisco abbastanza – o acquisire la conoscenza necessaria e decidere con la propria testa.

Se la tua scelta è la seconda e preferisci essere tu a decidere, allora questo opuscolo è scritto proprio per te.
Buona lettura.

Cos’è l'ADHD?
ADHD significa letteralmente Attention Deficit Hyperactivity Disorder, che in lingua italiana diviene “Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività”. Se un bambino è distratto, se non segue le direttive e si agita, oggi può essere etichettato come malato mentale.

Al fine di fare chiarezza e di poter capire se queste affermazioni sono vere o meno, è necessario ed indispensabile comprendere alcuni aspetti fondamentali che ci permettono di acquisire gli strumenti di valutazione essenziali.

Cos’è la scienza?
La scienza è l’insieme delle conoscenze ottenute tramite un principio rigoroso di verifica della loro verità. Il metodo scientifico prevede i seguenti passaggi: osservazione, ipotesi, predizione, sperimentazione, validazione o invalidazione dell’ipotesi, tesi.

Nella scienza sono quindi sempre, perentoriamente, esclusi la soggettività, il giudizio o l’opinione personale.
Nella scienza, l’onere della prova è a carico unicamente di colui o coloro che pongono un nuovo o differente postulato.

I concetti di causa ed effetto nella scienza.
Nella scienza le cause di ogni fenomeno, vengono distinte dagli effetti, cioè da quello che si manifesta all’osservatore o dal risultato finale.

Cos’è la medicina?
La medicina è quella scienza che ha per oggetto lo studio delle malattie, la loro cura e la loro prevenzione.

Cos’è una malattia?
Il vocabolario della lingua italiana, De Voto Oli, definisce malattia come: “anormale condizione dell’organismo causata da alterazioni organiche o funzionali ad andamento evolutivo verso la morte, la guarigione o una nuova, diversa condizione di vita”.

Ogni e qualunque malattia è chiaramente identificabile attraverso esami specifici in grado di individuare le anomalie nel corpo, organo, tessuto o cellula: non sulla base del parere di qualcuno, né di test che debbano essere “interpretati”.

Cosa sono i sintomi? 1
Il SINTOMO è ciò di cui il paziente si lamenta, dice, afferma o fa di sua volontà. Sono sensazioni soggettive.

Lamentarsi di un dolore, stringersi l’addome, riferire di una sensazione di bruciore allo stomaco, sono tutti sintomi. I sintomi sono importanti: servono ad indirizzare l’indagine clinica, ma come ben sappiamo i sintomi non sono assolutamente mai ritenuti sufficienti per fare diagnosi: possono ingannare.

Come in un’indagine di polizia i sintomi sono semplici indizi, “voci”, non sono prove che ci permettono di individuare il colpevole, tantomeno sono il colpevole (malattia).

Cosa sono i segni? 1
Questi non appartengono alle affermazioni, comportamenti o lamenti del paziente: sono riscontri oggettivi che il medico constata, quali un fegato che è ingrossato, un rumore cardiaco anomalo, le pustole della varicella, una paralisi facciale o un escreato sanguinolento.

I segni, sempre tornando al nostro paragone con l’indagine poliziesca, sono prove (anch’essi non sono la malattia, il colpevole).

I concetti di sensibilità e specificità
nella scienza e nella medicina in particolare
In medicina possiamo utilizzare molti strumenti diagnostici. Tuttavia, per essere affidabili, i nostri strumenti di diagnosi medica, devono essere quanto più sensibili e specifici possibile. Si dice che un esame diagnostico è SENSIBILE, tanto quanto riesce a rivelare la presenza della malattia o alterazione.

Più è sensibile, più sarà in grado di rilevare alterazioni anche minime.

Un esame viene detto SPECIFICO se è in grado di rilevare solo ed unicamente una specifica alterazione o malattia e nessun’altra.

Se un esame è sensibile e specifico, lo si può utilizzare per fare diagnosi; se non lo è, non serve a nulla: produce solo numeri o immagini insignificanti.

Il criterio Ab Juvantibus in medicina
Ab juvantibus significa “a giovamento”. Questo criterio viene utilizzato alcune volte in medicina, specie quando noi medici non sappiamo esattamente cosa fare.

Di fronte ad un dubbio irrisolvibile, si può provare a somministrare al paziente un certo rimedio; se questi starà meglio e quindi ne avrà un beneficio, un giovamento (da cui le parole latine “ab juvantibus”), ne possiamo dedurre che – ad esempio - visto che quel farmaco è un antibiotico, il paziente ha un’infezione batterica.

In realtà questo criterio è un criterio estremo, che non rispetta i parametri della scienza, valido solo in situazioni disperate o in rarissime occasioni.

Perché questo criterio non è scientifico?
L’esempio seguente ci aiuta a capire:

Es. Una persona disturba – qualcuno lo fa smettere, dandogli una randellata in testa. Da ciò non deriviamo che la persona che disturbava aveva una “carenza di randellate”.

La medicina e la psichiatria adottano
gli stessi criteri diagnostici?
Secondo una teoria ogni alterazione mentale sarebbe fondamentalmente organica: una disfunzione o alterazione del cervello.

È bene ricordare che la psichiatria è tuttavia divisa al suo interno, in varie correnti di pensiero (biologica, psicologica, sociale, bio-psico-sociale o eclettica, ecc.) e che la corrente biologica è solo una tra le molte. I sostenitori della psichiatria biologica cercano di dimostrare che le malattie mentali sono “malattie organiche”, esattamente come tutte le altre.

A tal fine occorrerebbero tuttavia almeno alcune prove scientifiche inequivocabili:

a) l’anatomia patologica;
b) segni patologici (vi sono solo sintomi);
c) esami strumentali con sufficiente specificità e sensibilità;

Dopo aver compreso i termini e la logica della scienza e della medicina, possiamo esaminare meglio il “fenomeno ADHD”.

La scienza e l’ADHD
Chi ha deciso che l’ADHD è una malattia e come? L’ADHD è stata inserita come disturbo mentale, tramite votazione di un gruppo di esperti, nel Manuale Diagnostico e Statistico del Disturbi Mentali, in sigla DSM. Come per tutte le altre malattie mentali, l’ADHD è di fatto una diagnosi fondata unicamente sul riscontro di sintomi.

ADHD significa solo un insieme di sintomi, di comportamenti. Gruppi di psichiatri si sono messi d’accordo e hanno votato, decidendo che questa è una malattia. Impongono la loro decisione, affermando di “essere gli esperti in materia”.

Cos’è il DSM,
come è nato e cosa fanno ora
La sigla DSM significa Manuale Diagnostico e Statistico del Disturbi Mentali (2). Ricordiamo che il catalogare, definire e dare un nome alle cose ed ai fenomeni, non è scienza.

Nel corso degli anni il DSM si è progressivamente accresciuto, con l’aggiunta di nuove “patologie” psichiatriche. Ogni nuova “malattia” elencata nel DSM, viene stabilita attraverso discussione e voto di gruppi di esperti. Questo è un criterio certamente democratico e altrettanto certamente non scientifico.

In medicina non potremmo mai stabilire, per decisione, che il colera non è una malattia e nemmeno che lo è: ciò dipende da prove e fatti incontrovertibili.

Come fanno a fare
la diagnosi di ADHD: i test
Gli UNICI strumenti per fare “diagnosi” di ADHD, sono liste di domandine.
Non ne esistono altri.

Osservano il bambino e rispondono alle domande di un questionario, mettendo una crocetta sul SI o sul NO.

Ecco alcune domande dei test (2)
– Per fare “diagnosi” bastano sei risposte affermative su nove:

“muove spesso le mani o i piedi o si agita sulla sedia?”
“è distratto facilmente da stimoli esterni?”
“ha difficoltà a giocare quietamente?”
“spesso chiacchiera troppo?”
“spesso spiattella le risposte prima che abbiate finito di fare la domanda?”
“spesso sembra non ascoltare quanto gli viene detto?”
“spesso interrompe o si comporta in modo invadente verso gli altri; per es. irrompe nei giochi degli altri bambini?”.
Esistono prove che l'ADHD sia una vera malattia?
La teoria dello squilibrio biochimico si fonda sul criterio “ab juvantibus”, ed ecco come ci sono arrivati, in base alle loro stesse affermazioni. (3)



Gli studi di neuroimaging
Questi esami, in tema di malattie mentali e di ADHD, non sono né sensibili, né specifici: in altre parole non sono in grado di distinguere tra i sani ed i malati.

La teoria genetica
Alcune correnti psichiatriche affermano che le malattie mentali sarebbero dovute ad alterazioni genetiche. Anche per l’ADHD è stata diffusa questa “verità”. Se ciò fosse vero, potrebbero fare diagnosi usando un test genetico, come facciamo oggi per qualsiasi vera malattia genetica.

Quali prove ci vorrebbero?

Se l’ADHD è una vera malattia biologica, l’onere della prova è carico di chi lo sostiene.

La prova consiste in: alterazioni anatomo patologiche specifiche; esami clinico strumentali (sul sangue, urine, RMN, TAC, PET, genetici, ecc.) che rilevino le alterazioni con sufficiente sensibilità e specificità, cioè che permettano di distinguere i sani dai malati.

Se ciò esistesse, l’ADHD diverrebbe una malattia neurologica (non sarebbe nemmeno più di competenza psichiatrica), vi sarebbero test specifici biologici per confermare la diagnosi e nessuno ricorrerebbe più ai test attuali (domandine) ai fini diagnostici.

La battaglia delle cifre:
esagerazione ed esasperazione delle statistiche
L’ADHD, secondo i suoi sostenitori, colpirebbe almeno il 5% della popolazione, (ma le voci più accreditate parlano di un 12 o 15%),

Certo, ridefinendo i comportamenti umani ed etichettandoli come patologie, ogni cosa può divenire una grave e diffusa malattia, a tre condizioni:

che si abbiano i mezzi economici per diffondere sufficientemente tale “verità”.
che si possieda un qualche tipo di autorità “scientifica” per imporre il “verbo”.
che gli interlocutori siano sufficientemente ignoranti e creduloni.
Sulla base dei dati sinora emersi, il fenomeno ADHD sembra obbedire, più che ad un allarme medico scientifico, ad una precisa strategia di marketing. L’allarme lanciato da molte associazioni ed enti a livello nazionale ed internazionale, scaturisce unicamente dalla constatazione dei seguenti fatti:

quasi 8 milioni di bambini etichettati e drogati nei soli USA;
quasi duecento morti correlate al trattamento (4);
un giro di affari enorme che sostiene questo mercato.
Il principale trattamento dell’ADHD:
il metilfenidato – “Ritalin”
Il trattamento dell’ADHD consiste principalmente nella somministrazione di uno psicofarmaco, il metilfenidato, (un anfetaminico in voga tra alcune comunità di tossicodipendenti negli USA occidentali negli anni 70’), ma vi sono altri farmaci specifici che entreranno presto sul mercato.

Sotto il profilo educativo il bambino viene “addestrato” a risolvere i problemi della sua vita (ove questi esistono…) con una pastiglia.

Questa è solo la prima di una serie di una serie di iniziative su questo tema…


Riferimenti

N. Dioguardi, G.P. Sanna – Moderni aspetti di semeiotica medica – Società editrice Universo.
American Psychiatric Association, Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (Fourth Edition) 1994.
Vi sono moltissime fonti da cui estrapolare questo dato, tra le decine abbiamo scelto di indicare quella forse più “autorevole”: Ministero della Salute U.S.A. http://www.surgeongeneral.gov/library/mentalhealth/chapter3/sec4.html
The truth behind Ritalin – http://www.ritalindeath.com

Lettera di una madre al Capo dello Stato

www.didaweb. net/fuoriregistr o

Lettera di una madre

Enrica Bartesaghi - 08-12-2007

Sono una cittadina italiana di 53 anni e, le scrivo, per chiederle di
intervenire urgentemente in nome ed a salvaguardia della democrazia
del paese che lei rappresenta. Non lo chiedo per me che, dopo oltre
sei anni, ho perso ogni fiducia, lo chiedo per mia figlia, per i
nipoti che spero un giorno di avere. Per tutti i giovani che vivono in
Italia e che vorrebbero continuare a viverci, con la certezza dei
diritti (insieme ai doveri) che ogni cittadino si aspetta in un paese
democratico.

Nel mese di luglio del 2001 mia figlia, allora ventunenne, è stata
massacrata dalla polizia alla Scuola Diaz di Genova, durante il G8,
ricoverata in ospedale per le ferite riportate, sequestrata e
"desaparecida" nella caserma di Genova Bolzaneto per due giorni,
nuovamente sottoposta ad ingiurie e torture. Indagata per anni,
sospettata di gravissimi reati, quali l'associazione a delinquere
finalizzata alla devastazione e saccheggio, l'appartenenza al gruppo
dei black-bloc, fino alla completa archiviazione per lei e tutti i 93
della Diaz. I giudici di Genova hanno dimostrato che le prove addotte
(le molotov ritrovate nella scuola, l'accoltellamento di un agente e
molte altre) erano false, prodotte dalle stesse forze di polizia per
giustificare la "macelleria messicana" operata nella scuola.

Da allora mi batto per ottenere verità e giustizia, anche a nome di
tutti i cittadini italiani e stranieri che in quei giorni subirono
violenze e torture da parte delle forze di polizia, nelle piazze, alla
Diaz, nelle caserme di Bolzaneto e Forte San Giuliano. Scrivo a lei,
perché intervenga pubblicamente, in nome del popolo italiano, per
chiedere scusa a tutte levittime della repressione di quei giorni,
nessuno ancora lo ha fatto e sono passati più di sei anni.

Indirizzo questa lettera direttamente a lei e non al Capo del Governo
o al Governo, perché nulla hanno fatto finora per promuovere la
Commissione d'inchiesta contenuta nel loro programma. Anzi, hanno
approvato le promozioni indecenti di numerosi funzionari imputati o
indagati nel processo Diaz in corso a Genova, ultime quelle
dell'ex-capo di polizia Giovanni De Gennaro (indagato per "induzione
alla falsa testimonianza" ) a capo gabinetto del ministero degli
interni, e quella di Giovanni Luperi, imputato nel processo Diaz e
promosso a capo del Dipartimento analisi dell'ex-Sisde.

Le chiedo di intervenire perché siano immediatamente sospesi l'ex-capo
della polizia Giovanni De Gennaro; Spartaco Mortola, nel 2001 capo
della Digos genovese e poi assurto al rango di vice questore di
Torino; l'ex questore di Genova, Francesco Colucci. Dalle ultime
notizie, infatti, c'è il grave sospetto che questi funzionari abbiamo
interferito pesantemente nelle indagini e nel processo in corso per i
fatti della Scuola Diaz, assicurando impunità e promozioni per i
responsabili. Se l'Italia fosse un paese normale avremmo avuto in
prima serata e sulle prime pagine dei giornali le prese di posizione,
e di distanza da costoro, da parte dell'attuale capo della polizia
Manganelli, del capo del governo Prodi, del ministro degli interni
Amato. Invece abbiamo il silenzio, che mi fa paura, perché sottende
ignoranza o compartecipazione, entrambi inaccettabili.

Scrivo a lei perché siano sospesi tutti i funzionari e gli agenti
rinviati a giudizio nei procedimenti in corso a Genova per i fatti
della Diaz e di Bolzaneto. Se l'Italia fosse un paese normale, i
funzionari imputati, avrebbero fatto essi stessi un passo indietro,
invece di occupare posti strategici per la sicurezza e la legalità nel
nostro paese.

Amnesty International, nei suoi interventi in tutto il mondo,
sottolinea ogni volta che di fronte a processi per abusi commessi
dalle forze dell'ordine, e per evitare che violenze sui cittadini si
ripetano, è indispensabile agire con il massimo rigore, allontanando
ogni ipotesi di impunità. Amnesty International reputa necessari
alcuni atti: la condanna politica delle violenze, condanne penali per
i colpevoli degli abusi e sospensione degli agenti sotto inchiesta.
Sono passaggi indispensabili per evitare che si crei un clima di
impunità, o che qualcuno si senta legittimato a tenere certi
comportamenti. Sono misure necessarie a tutelare la qualità della
democrazia. In Italia stiamo andando contro tendenza: gli imputati
"eccellenti" , invece di essere sospesi in attesa della sentenza, sono
addirittura promossi, ricevono premi ed encomi, nel totale disprezzo
delle regole minime di correttezza democratica ed istituzionale.

Queste promozioni, insieme alle intercettazioni pubblicate in questi
giorni, sono la dimostrazione che ai vertici delle forze dell'ordine e
del governo non ci si cura minimamente dei diritti di cittadinanza e
della credibilità etica e democratica delle forze di polizia.

Enrica Bartesaghi
Presidente Comitato verità e giustizia per Genova

Programma nazionale " Scuole aperte "

Dipartimento per l'Istruzione
> Direzione Generale per lo Studente
>
> Nota 28 novembre 2007
>
> Prot.n. 5906/P5
>
> Oggetto: Programma nazionale "scuole aperte". Indicazioni operative per lo sviluppo del programma, monitoraggio e valutazione
>
> La Legge 296/2006 (Finanziaria 2007), al comma 627, dispone che al fine di favorire ampliamenti dell'offerta formativa ed una piena fruizione degli ambienti e delle attrezzature scolastiche, anche in orario diverso da quello delle lezioni, in favore degli alunni, dei loro genitori e, più in generale, della popolazione giovanile e degli adulti, il Ministero della Pubblica Istruzione definisca criteri e parametri sulla base dei quali sono attribuie le relative risorse economiche.
>
> La successiva circolare ministeriale a firma del Ministro del 29 Agosto 2007 (prot. n. 4026/P5) ha presentato il programma nazionale "Scuole Aperte" per l'anno scolastico 2007/2008, definendo gli ambiti di intervento e le procedure attuative, che qui si intendono integralmente richiamate, e rinviando a successive indicazioni operative concernenti lo sviluppo del programma, il monitoraggio e la valutazione delle attività realizzate, la rendicontazione contabile delle risorse assegnate.
>
> La presente nota, che accompagna il piano di riparto delle risorse finanziarie annunciate nella predetta circolare, è pertanto finalizzata a favorire la realizzazione, negli ambiti già individuati, di azioni significative che siano volte ad ampliare l'offerta formativa delle istituzioni scolastiche ed a valorizzare le specificità territoriali, nell'intento di migliorare negli studenti il livello di apprendimento delle discipline curricolari e di sviluppare, in tutti i possibili fruitori del servizio, il senso di appartenenza alla comunità scolastica.
>
> Le risorse finanziarie indicate al punto 6-II della circolare precedentemente richiamata, per un importo complessivo di 34.000.000 di euro, sono state ripartite fra i diversi Uffici Scolastici Regionali in proporzione alla rispettiva popolazione scolastica, distintamente per le scuole statali e paritarie, come è desumibile dalla tabella di cui all'allegato A.
>
> Ciascuna Direzione regionale, allo scopo di ottimizzare l'utilizzo delle risorse assegnate:
>
> * inviterà le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, statali e paritarie, a proporre specifici progetti, negli ambiti precisati dalla circolare del 29 agosto sopra citata,
> * costituirà un nucleo di valutazione regionale o più nuclei di livello provinciale, per l'esame e la valutazione dei progetti presentati, avendo cura di garantire un'equa distribuzione territoriale delle risorse assegnate.
>
> I suddetti nuclei avranno i compiti di seguito specificati:
>
> * esaminare e selezionare i progetti pervenuti, promuovendo in particolare le iniziative da realizzare nelle aree di maggiore svantaggio socio-economico;
> * individuare le modalità di monitoraggio sull'attuazione dei progetti selezionati;
> * valutare l'efficacia e l'efficienza dei progetti finanziati;
> * indicare le procedure di rendicontazione che gli istituti scolastici interessati dovranno seguire, con particolare riferimento agli istituti paritari beneficiari dei finanziamenti.
>
> E' auspicabile che i finanziamenti di cui trattasi coesistano con altri provenienti da fonti diverse, sia delle scuole stesse che di Enti ed Istituzioni pubbliche e private interessate a sostenere le finalità del Progetto "Scuole aperte", soggetti con i quali le istituzioni scolastiche adotteranno le modalità di collaborazione precisate nel DPR 275/1999. E' dunque auspicabile che, pur nella loro diversa fruibilità temporale ed eterogeneità, tutti i fondi disponibili per lo sviluppo del presente Progetto confluiscano in un piano organico di ampliamento dell'offerta formativa delle scuole, nel quale le singole azioni siano tra loro connesse e tutte finalizzate all'acquisizione di conoscenze e competenze certificabili.
>
> Ciò premesso, si precisa che, in conformità a quanto già previsto dalla richiamata circolare del 29 agosto, i progetti delle istituzioni scolastiche dovranno collocarsi nei seguenti ambiti tematici:
>
> * Potenziamento delle attrezzature scientifiche e della didattica laboratoriale
> * Percorsi di approfondimento dello studio di Dante
> * Promozione dell'attività motoria e sportiva
> * Approfondimento della cultura e della storia locale
> * Potenziamento delle attività di ascolto e studio della musica
> * Promozione delle discipline artistiche, ad esempio: teatro, danza, arti figurative.
>
> Su queste tematiche sono già operanti presso il Ministero alcune commissioni tecniche che hanno elaborato dei contributi utili per la progettazione delle scuole. Tali schede sono consultabili collegandosi al sito www.pubblica. istruzione. it/normativa/ 2007/allegati/ scuoleaperte. zip.
>
> Per la promozione dell'attività motoria e sportiva, si rimanda alla circolare prot. n.5352/P5 del 9/11/2007 di questa stessa Direzione Generale.
>
> Ovviamente si prescinde dagli ambiti tematici sopraindicati relativamente alle iniziative progettuali rivolte alle fasce d'utenza specificate nel par. 4 della Circolare Ministeriale del 29 agosto 2007.
>
> I nuclei di valutazione nella definizione dei criteri per l'esame e la selezione dei progetti da finanziare, dovranno tener conto dei seguenti elementi al fine di garantire una cornice di unitarietà a livello nazionale:
>
> * svolgimento delle attività in orario diverso da quello dedicato alle lezioni curricolari;
> * realizzazione degli interventi in aree a rischio di devianza giovanile, in zone periferiche delle aree metropolitane, in territori che fanno registrare una forte carenza di centri di aggregazione giovanile o alti tassi di dispersione scolastica;
> * collaborazione con Enti Locali, associazioni ed altri soggetti pubblici e privati che operano sul territorio, con i quali sarebbe opportuno formalizzare i rapporti di collaborazione attraverso appositi accordi, convenzioni, protocolli d'intesa o atti similari;
> * promozione di reti di scuole e di reti interistituzionali, ovvero di "patti educativi territoriali" al fine di agevolare la possibilità di fruizione da parte degli studenti, delle famiglie e degli adulti in generale e di potenziarne la efficacia formativa;
> * organicità del progetto nel piano dell'offerta formativa;
> * coinvolgimento nella progettazione, delle rappresentanze delle famiglie, e nelle scuole di secondo grado, degli studenti;
> * previsione di una specifica fase di verifica, in itinere e al termine delle attività progettuali, circa l'efficacia delle stesse in riferimento agli obiettivi previsti ed ai risultati attesi.
>
> Una volta definita, la griglia di valutazione sarà oggetto di informativa alle OO.SS. di categoria.
>
> Si fa presente che una quota dei finanziamenti stanziati per la realizzazione dei progetti anzidetti, sulla base del riparto indicato nella tabella allegata, può essere destinata alla copertura delle spese necessarie per l'apertura, la vigilanza, il funzionamento e la pulizia dei locali della scuola durante le ore pomeridiane, ove l'E.L. competente non sia assolutamente in grado di assumersene l'onere.
>
> Altrimenti, la suddetta quota andrà ad incrementare il budget assegnato per il finanziamento delle attività progettate.
>
> I progetti, elaborati dai competenti organi collegiali, devono pervenire entro il 21 dicembre 2007 agli UU.SS.RR. o agli UU.SS.PP. di competenza, a seconda della scelta operata a livello territoriale dalle SS.LL.
>
> Gli adempimenti di esame e selezione dei progetti da parte degli USR dovranno concludersi entro il 20 gennaio 2008.
>
> Il piano regionale dei progetti selezionati, previo confronto con il FORAGS e con il coordinamento regionale delle Consulte degli studenti per la parte relativa agli istituti superiori, dovrà essere inviato alle scuole , perché possano immediatamente avviarne la realizzazione, e a questa Direzione Generale.
>
> Al riguardo si comunica che si sta procedendo alla costituzione di un gruppo di lavoro, di livello nazionale e composizione interdirezionale, che si interfaccerà con i nuclei di valutazione territoriali e con le Commissioni tecniche operanti presso questo Ministero già richiamate, con il compito di svolgere un'azione di monitoraggio e di valutazione dei progetti attuati nell'intento di aggiungere contributi significativi ai risultati della sperimentazione delle innovazioni introdotte nell'ordinamento del sistema scolastico nazionale.
>
> Si ringrazia e si confida nella consueta e professionale collaborazione delle SS.LL, tanto per la diffusione massima della presente, quanto per la sua puntuale applicazione.
>
> Il Direttore Generale reggente
> F.to Lucrezia Stellacci

venerdì 7 dicembre 2007

Protocollo d'intesa contro il bullismo

Ministero della Pubblica Istruzione

PROTOCOLLO D’INTESA
tra
Il Ministero della Pubblica Istruzione
e le
Associazioni Nazionali dei Genitori
VISTI gli articoli 2-3-13-19-32 della Costituzione Italiana, che garantiscono il rispetto
della dignità umana, delle libertà individuali e associative delle persone, e tutelano
da ogni discriminazione e violenza morale e fisica;
VISTA la legge 15 marzo 1997, n. 59 e in particolare l’art. 21 che riconosce personalità
giuridica a tutte le istituzioni scolastiche e consente alla scuola di interagire da
protagonista con le Autonomie locali, gli Enti Pubblici e le Associazioni del
territorio e ne stabilisce l’autonomia, quale garanzia di libertà di insegnamento e
pluralismo culturale;
VISTO il D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275, con il quale è stato emanato il regolamento recante
norme in materia di autonomia didattica e organizzativa delle istituzioni scolastiche
ai sensi dell’art. 21 della citata legge n. 59/97 ;
VISTA la Carta dei valori e della cittadinanza e dell’integrazione emanata dal Ministero
dell’Interno, con decreto del 23 aprile 2007;
VISTA la direttiva ministeriale prot. n. 5843 del 16 ottobre 2006 contenente le “Linee di
indirizzo sulla cittadinanza democratica e legalità”;
VISTA la direttiva ministeriale prot. n. 1455 del 10 novembre 2006 relativa alle indicazioni
ed orientamenti sulla partecipazione studentesca;
VISTE la direttiva ministeriale prot. n. 16 del 5 febbraio 2007, recante le linee di indirizzo
ed azioni a livello nazionale per la prevenzione e la lotta al bullismo;
VISTA la direttiva ministeriale prot. n. 17 del 9 febbraio 2007 sulla funzionalità delle attività
motorie nello sviluppo della persona e nella promozione della cultura della legalità;
VISTA la direttiva ministeriale prot. n. 2546 del 23 Maggio 2007, contenente le linee di
indirizzo per il “Piano nazionale sull'educazione alla legalità”
VISTI i Documenti internazionali, le Raccomandazioni dell’UNESCO e le Direttive
comunitarie relative all’educazione alla cittadinanza e alla legalità;
CONSIDERATO CHE
• la Costituzione, nel riconoscere e nel promuovere il diritto allo studio, garantisce a tutti
gli studenti l’esercizio del diritto di cittadinanza all’interno della comunità scolastica;
• la Legge 8 novembre 2000 n. 328, art. 1 c. 4, riconosce ed agevola il ruolo degli
organismi non lucrativi d’utilità sociale, delle fondazioni e degli enti di patronato, delle
organizzazioni di volontariato e di promozione sociale, di altri soggetti privati operanti
nel settore nella programmazione, nell’organizzazione e nella gestione del sistema
integrato di interventi;
• la scuola italiana, in conformità al dettato costituzionale, favorisce il dialogo
interreligioso e interculturale per far crescere il rispetto della dignità umana, e
contribuire al superamento di pregiudizi e intolleranza;
• è compito della scuola e della società civile rimuovere ogni forma di intolleranza,
violenza, pregiudizio e discriminazione nei confronti di ogni differenza e diversità
sessuali;
• la scuola italiana, in conformità al dettato costituzionale, promuove il rispetto della
dignità dei diritti umani, e l’affermazione della democrazia, intesa come forma di
governo basata sulla partecipazione attiva dei cittadini;
• la scuola italiana promuove la crescita comune dei giovani evitando divisioni,
discriminazioni e pregiudizi e favorisce un insegnamento fondato sulla conoscenza dei
diritti fondamentali, sull’educazione alla legalità, rispetto e benevolenza;
• la scuola italiana promuove la conoscenza della cultura e della religione di appartenenza
dei ragazzi e delle loro famiglie;
• le iniziative e le attività volte a contrastare ogni forma di violenza e di bullismo nelle
scuole e a diffondere la cultura della legalità fra i giovani sono degli interventi prioritari
del Ministero della Pubblica Istruzione;
• il Ministero della Pubblica Istruzione riconosce la necessità, anche in conformità con la
Risoluzione del Consiglio Europeo del 25 luglio 2003, di realizzare forme di
interscambio e di collaborazione tra la scuola e le agenzie formative operanti sul
territorio, al fine di valorizzare le specifiche potenzialità, di pianificare gli interventi e di
promuovere forme razionali di gestione delle risorse umane, strutturali e finanziarie;
• il Ministero della Pubblica Istruzione è impegnato nella realizzazione del piano del
benessere dello studente attraverso la rimozione degli ostacoli che impediscono il pieno
sviluppo e la valorizzazione della personalità umana e la piena potenzialità relazionale;
• le associazioni dei genitori propongono e realizzano interventi specifici nel settore
educativo e formativo, atti a prevenire episodi di bullismo e violenza giovanile anche a
scuola;
CONVENGONO QUANTO SEGUE
art. 1
• Il Ministero della Pubblica Istruzione e le Associazioni Nazionali dei Genitori, nel rispetto
dei propri ruoli e competenze istituzionali, si impegnano, attraverso il FONAGS, a porre
in essere congiuntamente iniziative volte a prevenire e contrastare ogni fenomeno di
violenza, di intolleranza tra i giovani all’interno dell’istituzione scolastica secondo le linee
di azioni e le modalità individuate nel presente protocollo.
Art. 2
Il Ministero, nell’ambito delle finalità di cui all’art.1, si impegna a:
• favorire la diffusione negli orari scolastici ed extrascolastici, nel rispetto dell’autonomia
delle singole Istituzioni scolastiche e nell’ambito della quota di flessibilità dei piani di studio
inseriti nel POF ed approvati dagli Organi collegiali di competenza, di percorsi pilota per la
valorizzazione delle diversità nell’ottica di una considerazione della specifica identità unica
e irripetibile di ogni studente;
• promuovere e sostenere progetti culturali e formativi che contribuiscano alla prevenzione e
comprensione del fenomeno del bullismo, compresi atti di intolleranza razziale o religiosa,
di violenza omofobica e di violenza giovanile in ogni sua forma fisica e psicologica;
• favorire la diffusione nel mondo della scuola dei progetti educativi, preventivi e di ricerca
realizzati e co-realizzati con le associazioni nazionali dei genitori;
• favorire la partecipazione di insegnanti, studenti e genitori a convegni, progetti ed eventi
organizzati dalle associazioni dei genitori e degli studenti, in collaborazione con le scuole;
• sostenere a livello nazionale, regionale e locale le attività promosse in attuazione del
presente protocollo.
Art. 3
Le Associazioni Nazionali dei Genitori si impegnano a:
• promuovere iniziative di sensibilizzazione, informazione e formazione rivolte agli studenti,
ai genitori e ai docenti su temi che riguardano la prevenzione di tutte le forme di bullismo,
compresi atti di intolleranza razziale o religiosa, di violenza omofobica e di violenza
giovanile in ogni sua forma fisica e psicologica;
• mettere al servizio dell’istituzione scolastica le metodologie e le competenze proprie
dell’associazionismo dei genitori ;
• studiare e ricercare metodologie e pratiche per ridurre e prevenire i fenomeni del bullismo,
della violenza e del disagio giovanile;
• collaborare nell’elaborazione di progetti di formazione dei docenti sulle tematiche relative al
bullismo e alla prevenzione di ogni forma disagio giovanile;
• offrire ai giovani e alle loro famiglie assistenza e informazioni relative ai fenomeni di
bullismo e di violenza nelle scuole;
Art. 4
• All’attuazione del presente protocollo sarà preposta una commissione mista permanente,
composta da due rappresentanti del Ministero e da un membro designato da ogni
associazione firmataria presieduta dal Direttore Generale per lo Studente. La commissione
curerà la corretta applicazione del presente protocollo, individuerà le modalità di diffusione
delle informazioni e promuoverà il monitoraggio delle azioni previste;
Art. 5
• Le azioni da realizzare sulla base del presente protocollo saranno concordate e deliberate dal
FONAGS;
Art. 6
• Il Ministero fornirà comunicazione agli Uffici Scolastici periferici e, per il loro tramite, alle
istituzioni scolastiche, alle Consulte degli studenti, alle associazioni degli studenti ed al
FORAGS, in merito alla stipula del presente protocollo;
Art. 7
• I profili organizzativi e di gestione, afferenti l’attuazione del presente Protocollo d’Intesa,
saranno curati dalla Direzione Generale per lo Studente, che assicurerà il necessario
coordinamento con gli altri uffici centrali interessati.
Art. 8
• Il presente protocollo ha validità di tre anni dalla data di sottoscrizione e può essere, d’intesa
tra le parti, modificato in ogni momento e rinnovato alla scadenza.
Il Ministro della Pubblica Istruzione Il Forum Nazionale delle Associazioni dei Genitori
F.to Giuseppe Fioroni della Scuola:
AGE (Associazione Italiana Genitori)
F.to Presidente Maurizio Salvi
AGESC ( Associazione Genitori Scuole Cattoliche)
F.to Presidente Maria Grazia Colombo
CGD (Coordinamento Genitori Democratici)
F.to Presidente Angela Nava
Hanno aderito le seguenti Associazioni nazionali
dei genitori:
ANFAA (Associazione Nazionale Famiglie adottive
e affidatarie)
F.to Presidente Donata Nova Micucci
AGEDO (Associazione Genitori di omosessuali)
F.to Presidente Paola Dell’Orto
GESEF (Genitori Separati dai figli)
F.to Presidente Vincenzo Spavone
MOIGE (Movimento Italiano Genitori)
F.to Presidente Maria Rita Munizzi
Resta ferma la possibilità di aderire al presente protocollo da parte delle Associazione dei genitori
che ne faranno richiesta presso la Direzione Generale per lo Studente.
Roma, 10 ottobre 2007