Paola Cortellesi imita il Ministro Gelmini

Messaggio Littizzetto a Maria Star Gelmini

lunedì 28 aprile 2008

Piedibus

Carissim*,
vorrei condividere con voi il successo di questa iniziativa, che ha visto l'affermazione del Comitati Genitori quale interlocutore valido, riconosciuto ed efficace di Scuola e Amministrazione Comunale
A disposizione per consigli e chiarimenti a chiunque fosse interessato ad approfondire.

carla motta
Presidente Consiglio di Istituto - IC Don Milani - Sommacampagna

Da http://www.veronaog gi.it/
Enorme successo per i piedibus a Caselle di Sommacampagna
che accompagna a scuola oltre 50 bambini

Un grande successo ha salutato la prima corsa di andata e ritorno del PIEDIBUS a Caselle che, oltre ogni più rosea aspettativa , sabato 19 aprile ha raccolto e accompagnato a scuola oltre 50 bambini entusiasti, insieme ai genitori, di questa originale esperienza. Alle ore 8.00 tutti pronti alle ai due capolinea per poi partire verso il punto di raccolta del parco del Centro Sociale e quindi, in un lunghissimo serpentone coloratissimo, verso l'edificio scolastico, dove sono giunti puntualissimi accompagnati dai genitori volontari, dal sindaco Graziella Manzato e dall'assessore alla cultura e istruzione, Stefano Adami. Presenti anche i componenti del Comitato dei Genitori che hanno ideato e messo in piedi l'iniziativa con la collaborazione dell'Amministrazion e Comunale.
"Siamo soddisfatti della risposta - hanno affermato Giovanni Genovese e Maurizio Tappari, due dei genitori organizzatori - I bambini hanno dimostrato entusiasmo per questa iniziativa che, in un primo tempo poteva sembrare "sui generis", ma che si è dimostrata fortemente convincente. Infatti, questa mattina nonostante la pioggia, non si sono viste al parcheggio della scuola le solite scene di automobili ingolfate in un traffico soffocante. Movimento e meno inquinamento: è questa la filosofia base del Piedibus di Caselle".
"Sono contenta di questa risposta di Caselle - ha detto il sindaco all'arrivo a scuola - spero vivamente che possa essere ampliata ed esportata anche nel capoluogo. A questa iniziativa, di cui ringrazio tutti i genitori organizzatori, possiamo senza dubbio aggiungere, oltre che una valenza altamente formativa per i bambini che cominciano a conoscere il proprio territorio acquisendo autonomia per strada, anche un risvolto di risparmio riguardo il servizio comunale di trasporto".
Il PIEDIBUS è una forma intelligente di accompagnamento a scuola dei bambini che, gioiosamente in gruppo attraversano il paese assumendo sicurezza, autostima, autonomia, orientamento e l'apprendimento delle regole del codice stradale facendo anche movimento.
La prossima corsa di andata e ritorno: sabato 10 maggio con partenza dai due capolinea del Brolo delle Tezze e via Degli Alpini.
Per i genitori che volessero aderire, maggiori info: Comitato Genitori (0458580424 Giovanni - 0458581728 Maurizio) (Comunicato Stampa)



__._,_.___

mercoledì 16 aprile 2008

Addio zaini pesanti, tra i banchi il libro si legge sul computer

Addio zaini pesanti, tra i banchi

il libro si legge sul computer

di TULLIA FABIANI



E fu così che l'ebook arrivò a scuola. Potrebbe essere un passaggio chiave nell'editoria scolastica e una svolta nella didattica italiana. Fatto sta che, dopo cicliche polemiche sul peso degli zaini e sul costo dei libri, esperimenti di compravendita alternativi e propositi di alleggerimento dei carichi e dei prezzi, per la prima volta nelle scuole superiori italiane ci saranno libri di testo in formato elettronico.

Dal prossimo anno scolastico, 2008-2009, professori e studenti potranno lavorare ognuno col proprio ebook: salvato su una pen drive, scaricato sul computer, allegato a una mail, o in parte stampato, a seconda della lezione in programma. Così al libro aperto sulla scrivania - o sul banco - si sostituisce il monitor acceso. E la rivoluzione comincia.



L'iniziativa. A fare il primo passo verso questo nuovo scenario editoriale, almeno per ciò che interessa la scuola, è stata la casa editrice Garamond che da qualche settimana ha lanciato il primo catalogo di libri scolastici in formato digitale scaricabile da Internet. Al momento i testi disponibili sono cinque e riguardano le materie di italiano, latino, inglese per il biennio, matematica e informatica per il triennio; ciascun libro ha un costo di 9,90 euro, è in formato Pdf e può essere acquistato online o attraverso bollettino postale.



"C'è grande interesse nei confronti dell'ebook perché ha particolari vantaggi rispetto al cartaceo - afferma Paola Ricci, coordinatrice del progetto - la spesa ridotta, l'azzeramento del peso e la possibilità di aggiornamento a costo zero, sono fattori che convincono tanto gli insegnanti, che i genitori. Inoltre si tratta di una modalità innovativa di concepire il supporto tradizionale allo studio". Anche per questo è probabile che a breve il catalogo sarà arricchito da altri testi, destinati a coprire tutte le discipline. Non solo: è altrettanto plausibile che altri editori si impegneranno in questa direzione e che, presto, il libro digitale diventi un supporto ordinario nelle scuole italiane.



Le adozioni scolastiche. Intanto, un primo riscontro sulla diffusione degli ebook si avrà nei prossimi mesi: "I tempi delle adozioni nelle scuole sono piuttosto lunghi - spiega Ricci - i testi da utilizzare nell'anno scolastico vengono selezionati e adottati dagli insegnanti generalmente tra aprile e maggio, perciò ad oggi non possiamo ancora avere dati certi sul numero di adozioni. Possiamo già dire però che centinaia di professori hanno compilato online i nostri questionari informativi e visionato i libri".

Dell'opzione elettronica molti insegnanti apprezzano particolarmente la possibilità di aggiornamento senza costi ulteriori: ogni studente potrà scaricare integrazioni, esercizi e altro materiale multimediale e interattivo messo a disposizione, sempre via internet, dagli stessi autori. "Io ho trovato molto interessante il fatto che ci siano dei link a dei film da poter far vedere ai ragazzi - osserva Milena Lato, insegnate di inglese presse due scuole superiori di Taranto - e ho già deciso di adottare l'ebook. Sono convinta che l'utilizzo di tali supporti multimediali sarà sempre più diffuso a scuola, nonostante molti docenti siano ancorati all'idea del testo cartaceo e fanno molta fatica a cambiare visione. Forse perché fa comodo".



Per i genitori invece - come hanno sottolineato le varie associazioni - la convenienza economica è al primo posto. Certo non mancano i nostalgici dello studio fatto di pagine consumate, o i sostenitori del cartaceo in genere, che resiste nel tempo ed evita ai ragazzi di passare troppe ore davanti al computer. Ma stanno diventando minoranza.



Le politiche istituzionali. La scelta del libro digitale è quindi sostenuta da più fronti, a cominciare da quello istituzionale. Qualche tempo fa, parallelamente alla pubblicazione del decreto ministeriale che ha introdotto i 'tetti' di spesa per i testi delle scuole superiori, il vice ministro della Pubblica Istruzione, Mariangela Bastico, aveva invitato "gli editori ad una riorganizzazione dei testi scolastici, anche attraverso l'utilizzo di supporti informatici: per ridurre il 'peso dei librì sia da un punto di vista economico che fisico con conseguente e doveroso alleggerimento degli zaini".

Invito raccolto. A settembre la situazione già potrebbe essere diversa. Zaini leggeri. Bilancio famigliare meno gravato. Giusto per il computer qualche peso in più. Ma sopportabile.

(12 aprile 2008)

martedì 1 aprile 2008

La scuola assente nella campagna elettorale

Da: La Tecnica della Suola
La scuola assente nella campagna elettorale
di Giuseppe Adernò

Un milione e centomila dipendenti, 50.000 scuole, più degli uffici postali e delle stazioni dei carabinieri, nove milioni di utenti tra alunni e genitori . Sono queste le cifre dell’Azienda-scuola, la più grande del Paese e la più assente in questa campagna elettorale.

Speriamo che tutto ciò non si riduca ad un pesce d’aprile!
31/03/2008

lunedì 24 marzo 2008

Progetto "Amico libro": arrivano le linee guida del Ministero

Progetto "Amico libro": arrivano le linee guida del Ministero
di R.P.

Un'ampia circolare sollecita le scuole a utilizzare al meglio le opportunità offerte dal Progetto nazionale promosso dal Ministero. Alla sua realizzazione potranno collaborare anche gli Enti locali. Ma le risorse ministeriali sono sostanzialmente modeste (meno di un euro e mezzo in media per ogni studente).

Diramata dal Ministero della Pubblica Istruzione la circolare che contiene le linee guida del Progetto “Amico Libro” per il quale a ciascuna Istituzione scolastica è stata assegnato un finanziamento di 1.000 euro.
La somma, ricorda il Ministero, è finalizzata esclusivamente all’acquisto di libri di lettura da mettere a disposizione degli alunni e alla realizzazione di iniziative volte alla promozione della lettura.
Gli acquisti possono essere effettuati sia direttamente presso gli editori che hanno aderito al Progetto sia presso qualunque altra casa editrice o direttamente presso le librerie che le scuole riterranno di individuare.
Il Progetto era previsto già dalla direttiva generale del 2007 ma poiché i fondi sono stati erogati alle scuole solo a fine anno, di fatto solo ora sarà possibile dare avvio alle attività previste.
Per consentire alle scuole di incrementare le risorse a disposizione, il Ministero ha sottoscritto anche un Protocollo di intesa con l’Anci e con l’Unione delle Province italiane che impegna Comuni e Province ad intervenire con propri finanziamenti.
Avvalendosi della collaborazione degli Uffici Scolastici Regionali il Ministero curerà anche la pubblicazione di un volume in cui saranno raccolte le esperienze più significative tra quelle segnalate dalle scuole.
La circolare ministeriale dedica molto spazio a sottolineare l’importanza della lettura nel curricolo scolastico e l’opportunità che il Progetto “Amico libro” venga inserito da tutte le scuole all’interno del Piano dell’offerta formativa.
Non solo, ma, secondo il Ministero, le scuole dovrebbero riuscire a coinvolgere tutti i soggetti interessati (enti locali, organi collegiali, famiglie, biblioteche pubbliche, associazioni del territorio e così via) nelle diverse azioni previste dal progetto, a cominciare dalla scelta dei libri da acquistare.
L’invito rivolto alle scuole ci sembra francamente eccessivo, soprattutto se si tiene conto che la somma messa a disposizione dal Ministero (mille euro) è appena sufficiente per acquistare mediamente 60-70 libri (per un circolo didattico che comprende 5-6 plessi diversi, significa in pratica una decina di libri per ogni plesso, davvero un po’ poco per pensare di intervenire in modo determinante sull’ “amore per la lettura” dei 7milioni e più di studenti italiani).
23/03/2008
Da: "La Tecnica della Scuola"
http://www2.tecnicadellascuola.it/index.php?id=22198&action=view

mercoledì 19 marzo 2008

Italia, il paese degli asini

Alle superiori 7 studenti su 10 hanno insufficienze


RAFFAELLO MASCI

ROMA
Siamo alla Caporetto della scuola italiana. Due milioni di studenti delle superiori, passati al vaglio degli scrutini di febbraio, hanno totalizzato 8 milioni di debiti formativi. Detta in maniera più rozza ma più comprensibile: se l’anno scolastico si chiudesse ora, sette studenti su dieci verrebbero rimandati in quattro materie. Le bestie nere sono la matematica e le lingue straniere.

La situazione è preoccupante, ma si sa che il ministro della pubblica Istruzione Beppe Fioroni ha preferito guardare la realtà in faccia piuttosto che fare finta di niente (come si è fatto per decenni) e tirare a campare. E la realtà - già brutalmente fotografata dall’indagine Pisa-Ocse del 2004 e poi del 2007 - dice che gli studenti italiani hanno lacune pesantissime e protratte nel tempo, in matematica, italiano e scienze. Il ministro ha voluto indagare in questo grande mare del degrado scolastico e ha scoperto che il 42% degli studenti veniva promosso all’anno successivo portandosi dietro almeno un debito formativo da dover - del tutto teoricamente - recuperare. Nella realtà, però - è sempre il ministero a dirlo - venivano recuperati solo un quarto dei debiti. Gli altri passavano in cavalleria: negli ultimi vent’anni sono stati diplomati 8 milioni di studenti sulla cui preparazione è lecito nutrire qualche dubbio.

Dall’ottobre scorso però, quest’andazzo è cambiato, o almeno ha assunto un altro tipo di marcia. Con un decreto (numero 80 del 3 ottobre 2007) il ministro ha stabilito che i debiti formativi devono essere sanati prima degli scrutini di giugno o, al più, nel corso dell’estate successiva, entro il 31 agosto. Di conseguenza le scuole devono fare un primo bilancio delle lacune accumulate già in occasione dello scrutinio del primo quadrimestre (febbraio di ogni anno) e attivare, di conseguenza, corsi di recupero a seconda delle esigenze.

A febbraio scorso, dunque, le scuole superiori hanno fatto il primo «tagliando» ai loro allievi e l’ufficio studi del ministero ha chiesto i dati a campione al 70% di queste scuole (pari a circa 2 milioni di allievi complessivamente), traendone il quadro impietoso di cui si diceva. Due milioni di studenti (il 70% dei 2 milioni e 700 mila studenti delle superiori) hanno accumulato 8 milioni di debiti, in media 4 l’uno. Ma se questa è la media, vuol dire che qualcuno ha una sola lacuna e qualche altro ne ha sette. La situazione è particolarmente grave negli istituti professionali, in cui l’80% degli allievi risulta gravemente insufficiente. E’ come se in una classe di 24 alunni solo 7 potessero essere promossi a pieno titolo (e appena 5 negli istituti professionali).

Inutile ribadire che la materia in cui i ragazzi italiani vanno peggio è la matematica, che da sola raccoglie il 62,4% delle insufficienze, seguita a breve distanza dalle lingue straniere (62,2%). Nelle altre discipline scientifiche (biologia, chimica, fisica eccetera) siamo comunque su una media del 42,9%. Ed è appena il caso di ricordare che il 47,4% (quasi la metà) dei ragazzi italiani tra i 15 e i 19 anni non conosce l’italiano: non lo sa scrivere e non lo capisce se lo legge. Un dramma.

Che la diagnosi fosse all’incirca questa si sapeva ed era prevedibile. Il problema ora sarà quello di sanare queste carenze entro agosto prossimo e, per le quinte classi (dove i debiti pregressi riguardano il 65% dei maturandi) entro giugno, cioè prima degli esami di Stato (pena la non ammissione). «I dati del primo quadrimestre – ha commentato il ministro Fioroni - dimostrano quale lavoro straordinario la scuola debba mettere in atto perché entro giugno si recuperino il più possibile queste insufficienze. Sono numeri che, oltre a far chiarezza, illustrano anche lo sforzo che alunni e docenti saranno chiamati a fare nei prossimi mesi in quanto, a fine anno, di solito le insufficienze si dimezzano. E’ del tutto evidente comunque che ci troviamo di fronte ad un problema serio ed è questo il motivo per il quale è stata data priorità assoluta, anche in termini di risorse economiche, alle azioni per supportare l’impegno delle scuole».

martedì 11 marzo 2008

Superiori, risultati del primo quadrimestre: 2 milioni di studenti ( il 70% degli iscritti) hanno riportato 8 milioni di insufficienze

Superiori, risultati del primo quadrimestre: 2 milioni di
studenti (il 70% degli iscritti) hanno riportato 8 milioni di insufficienze

Fioroni: uno sforzo straordinario per aiutare a recuperare
Allegati Roma, 10 marzo 2008
Il 70,3% dei ragazzi che frequentano le scuole superiori hanno riportato una o più insufficienze al termine del I quadrimestre 2008: in media ogni ragazzo ha riportato insufficienze in quattro materie. Questi sono alcuni dei dati rilevati da un’ apposita indagine campionaria, condotta in questi giorni dall’Ufficio studi del Ministero sul 40% delle scuole.

Il 70,3% degli studenti, in sede di scrutinio, ha riportato almeno una insufficienza tra le diverse discipline. Questo valore corrisponde a circa due milioni di studenti.
--------------------------------------------------------------------------------
Tipi di scuola 2007/08
--------------------------------------------------------------------------------
Studenti con insufficienze per 100 scrutinati
--------------------------------------------------------------------------------
Liceo Classico 57,6
Liceo Scientifico 61,9
Licei socio-psico- pedagogici 57,6
Liceo Linguistico 67,4
Istituto tecnico 76,4
Istituto professionale 80,0
Istruzione artistica 73,8
--------------------------------------------------------------------------------
TOTALE 70,3
--------------------------------------------------------------------------------
Mediamente sette alunni su dieci registrano almeno un’insufficienza, valore di per sé alquanto negativo, che diventa drammatico negli istituti professionali dove gli “insufficienti” sono ben 8 su 10. E’ come se in una classe (ad es. di 24 alunni) solo 7 di questi riportassero risultati positivi (e solo 5 negli istituti professionali) .

L’indagine ha rilevato che dovranno essere superate circa 8 milioni di insufficienze: in media ogni studente dovrà recuperare quattro debiti.

La disciplina dove sì è registrato il maggior numero di insufficienze è la matematica con il 62,4% dei casi, con valori negativi in tutti i tipi di scuola.

Il numero di insufficienze rimane costante a prescindere dagli anni di corso: solo in quinta si nota una lieve riduzione (65%), ma rimangono significative le carenze in materie come la matematica (60,9%), e l’italiano che nei tecnici ed i professionali è di circa il 40%.

“I dati del primo quadrimestre – ha commentato il ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni - dimostrano quale lavoro straordinario la scuola debba mettere in atto perché entro giugno si recuperino il più possibile queste insufficienze. Sono numeri che, oltre a far chiarezza, illustrano anche lo sforzo che alunni e docenti saranno chiamati a fare nei prossimi mesi in quanto, a fine anno, di solito le insufficienze si dimezzano. E’ del tutto evidente comunque che ci troviamo di fronte ad un problema serio ed è questo il motivo per il quale è stata data priorità assoluta, anche in termini di risorse economiche, alle azioni per supportare l’impegno delle scuole”.

lunedì 10 marzo 2008

Campania: 12 Marzo manifestazione regionale indetta dai sindacati scuola

Campania. Il 12 marzo manifestazione regionale indetta dai sindacati scuola 07-03-2008 | Dal territorio Mercoledì 12 marzo 2008 si svolgerà una manifestazione regionale contro i tagli degli organici e per la qualità della scuola pubblica in Campania, indetta da FLC Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal, Fed. Gilda Unams. Hanno aderito l’Unione degli Studenti, i Cobas, l’associazione “Tutti a scuola”.

La manifestazione sarà così articolata:

ore 9.30 Concentramento in Piazza Carità (detta pure Piazza Salvo D’Acquisto);
ore 10.30 Corteo secondo il seguente percorso: Via C. Battisti - Piazza Matteotti – Via Diaz – Via Medina – Piazza Municipio – Via San Carlo - Piazza Trieste e Trento;
comizi finali a Piazza Trieste e Trento;
delegazione dal Prefetto.
Di seguito il testo del manifesto unitario sull’iniziativa.

Roma, 7 marzo 2008

_________________

FLC Cgil - Cisl Scuola - Uil Scuola - Snals Confsal - Gilda Unams
Una mobilitazione generale
per le scuole pubbliche della Campania
I tagli annunciati all’organico dei docenti e del personale Ata delle scuole campane (2500 posti in prima battuta, altre diverse centinaia successivamente) mettono definitivamente in crisi il sistema pubblico dell’istruzione nella nostra regione, riducendo per tutti gli alunni il tempo scuola e l’offerta formativa, cioè la quantità e la qualità dell’istruzione.

I tagli dei posti colpiscono altresì il personale, soprattutto i precari, molti dei quali tratti in inganno dalle sirene di una graduatoria ad esaurimento sono tornati dal nord ingolfando elenchi già infiniti e rimanendo a volte senza lavoro.

FLC Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda Unams non si rassegnano a una politica scolastica iniqua e penalizzante, né ritengono inevitabile il decreto ministeriale con i tagli previsti.

Per cui annunciano la mobilitazione della categoria e iniziative quotidiane a sostegno delle scuole pubbliche della Campania, iniziative che vedranno il coinvolgimento del personale della scuola, delle famiglie e degli studenti, il confronto con la Regione, le Province, i Comuni e con le forze politiche.

Organizzano una manifestazione regionale con la partecipazione dei lavoratori della scuola, le Rsu e i delegati per il 12 marzo.

Promuovono iniziative nelle ulteriori settimane: manifestazioni davanti alla Direzione scolastica regionale, gli Uffici scolastici provinciali e davanti al Ministero di viale Trastevere.

Proclamano fin d’ora lo sciopero generale regionale al termine di tale percorso per la fine d’aprile.

Nessuno può pensare di rendere più povere le scuole della Campania e di mettere in discussione il diritto allo studio, reale ed efficace, di tutte le ragazze e i ragazzi della nostra regione.

Napoli, 21 febbraio 2008

FLC Cgil - Buccino
Cisl Scuola - Brancaccio
Uil Scuola - D’Orta
Snals Confsal - Margiotta
Gilda Unams - Tassella

sabato 8 marzo 2008

"Scuola protetta" contro la "pasticca facile"

COMUNICATO STAMPA 05/03/08

“SCUOLA PROTETTA” CONTRO LA “PASTICCA FACILE”.

LE PIU’ GRANDI ASSOCIAZIONI GENITORIALI DELLA PENISOLA
ED I SINDACATI DELLA SCUOLA INSIEME SUL WEB PER INTERVENIRE
CONTRO LA MEDICALIZZAZIONE DEL DISAGIO DEI BAMBINI.

Presentato stamattina a Bologna il progetto di Giù le Mani dai Bambini – CISL Scuola – CIGL Formazione – CGD – AGE – AGeSC: un kit ed un corso gratuito di e-Learning fornisce strumenti a genitori ed insegnanti per evitare la medicalizzazione della scuola e la somministrazione impropria di psicofarmaci ai minori. Prosegue l’inchiesta della Magistratura, nuove acquisizioni documentali, la promozione di psicofarmaci nelle scuole potrebbe riguardare anche altre regioni d’Italia.

Poma (Giù le Mani dai Bambini): “Ciò che vogliamo è impedire che la scuola italiana diventi l’anticamera dell’ASL”. Nava (Presidente CGD): “Progetto utile per evitare nella scuola l’affollamento di figure poco chiare che giocano sull’ansia e la solitudine dei genitori”. Pasquali (CISL Scuola): “Con questo progetto diamo il nostro contributo per evitare che il disagio dilaghi e che la scuola non riesca più a far fronte”. Nonnis (Direttivo Psichiatria Democratica) : “Non c’è necessità di psichiatrizzare il disagio, ‘Scuola Protetta’ non vuole demonizzare il farmaco, ma insistere sull’aspetto culturale del problema.” Roberti (AUSL Bologna): “Mettiamo i minori al centro del discorso, hanno tutti i diritti di venire informati fin dalla scuola”. Morgillo (AGeSC): “Il bambino non è solo studente ma una persona che porta in classe i propri problemi”. Banchi (Scuola don Milani): “Aderiamo con convinzione, che le altre scuole ci seguano”. Guerra (Verdi) e Renzi (AN): “In Regione
ci sono due progetti di legge, approviamone uno solo, bipartisan”

Bologna, 5 marzo - E' sulle cronache nazionali di questi giorni l'inquietante situazione della scuola italiana in ordine ai pressanti tentativi di "medicalizzazione” del disagio dei minori e di promozione dell’uso di psicofarmaci su bambini distratti ed irrequieti. Giù le Mani dai Bambini® - il più rappresentativo comitato indipendente per la farmacovigilanza in età pediatrica attivo in Italia ( http://www.giuleman idaibambini. org ) - ha lanciato in una conferenza stampa a Bologna questa mattina il progetto nazionale "Scuola Protetta", assieme alle più rappresentative associazioni genitoriali italiane (CGD, AGE ed AGeSC) ed a CISL Scuola e CGIL Formazione. A Bologna – ma anche in altri capoluoghi italiani, com’è recentemente emerso - sedicenti esperti non iscritti ad alcun Albo professionale organizzano interventi nelle scuole per illustrare a genitori ed insegnanti l'opportunità di somministrare psicofarmaci e derivati dell'anfetamina a bambini con problemi di
comportamento, e - pur non essendo medici - minimizzano gli effetti collaterali di questi prodotti, definiti a più riprese "stracollaudati e sicuri", dirottando inoltre le famiglie dalle ASL più prudenti nella somministrazione di psicofarmaci ai bambini verso altre strutture sanitarie dalla “ricetta facile”, dov’è possibile reperire "con più facilità e senza tante storie" gli psicofarmaci per bimbi. Su queste circostanze, la Procura della Repubblica ha pochi giorni fa aperto un’inchiesta, delegando i NAS alle più opportune verifiche per l'identificazione delle eventuali responsabilità penali. "Giù le Mani dai Bambini" da risposta a questa preoccupante situazione lanciando il progetto "Scuola Protetta". “Gli obiettivi del progetto – dichiara il Portavoce Luca Poma - sono evitare ingerenze nella scuola da parte di "sedicenti esperti" in grado di condizionare i processi di gestione dell'eventuale disagio scolastico degli alunni, trasformando la scuola nell' ‘anticamera
dell'ASL’, e sollecitare il corpo insegnante a non vedere l'eventuale "diversità comportamentale" dei bambini e degli
adolescenti solo come un problema, bensì anche come una risorsa. La pubblicazione sul sito Scuola Protetta delle buone prassi - innanzitutto pedagogiche – che le scuole italiane adottano per la presa in carico di questi bambini garantirà inoltre la messa in comune degli strumenti più efficaci. Il progetto ha anche lo scopo di sollecitare insegnanti e genitori a ritrovare il rapporto virtuoso scuola/famiglia, troppo spesso compromesso”. Ecco le caratteristiche del progetto presentato in conferenza stampa:
- sul dominio http://www.scuolapr otetta.it è stato realizzato un sito internet accessibile da insegnanti, presidi, personale non docente e genitori, gratuitamente e liberamente, senza alcuna necessità di registrarsi od iscriversi. Il sito è snello, a colori, facilmente navigabile anche da utenti non esperti, con prevalenza di toni amichevoli e non allarmistici;
- al fine di evitare il ripetersi di casi come quello di Bologna, l'utente potrà segnalare in caso di dubbio - compilando sul sito un semplicissimo modulo on-line - le eventuali proposte di formazione presentate da chiunque nella scuola o per la scuola, e ricevere un assistenza qualificata al fine di comprendere nel dettaglio la serietà e tipologia di offerta formativa proposta e la congruenza della stessa con i requisiti minimi di serietà e competenza;
- gli utenti interessati potranno scaricare gratuitamente on-line il "Kit Scuola Protetta", consistente i brevi documenti informativi in linguaggio divulgativo, da distribuirsi al corpo docente e dirigente della scuola;
- genitori ed insegnanti potranno partecipare - sempre gratuitamente, semplicemente iscrivendosi - ad un vero e proprio corso di e-Learning, ovvero una formazione a distanza su queste tematiche (dal nome “e-Campus Scuola Protetta”)
- in caso di rispondenza della scuola nel suo insieme alle linee guida di "Scuola Protetta" la scuola stessa riceverà una "certificazione" , con un simbolico e simpatico adesivo da appendere all'ingresso della scuola, con scritto "Qui non medicalizziamo il disagio dei nostri alunni, questa scuola è protetta da... (logo dell'iniziativa) ";
- le scuole interessate potranno accedere ad un apposita area del sito per esaminare eventuali “buone prassi” adottate altrove, in una sorta di “gemellaggio virtuoso” tra scuole sensibili a queste tematiche.
Angela Nava, Presidente del Coordinamento Genitori Democratici, intervenendo anche in rappresentanza della CGIL e dell’AGE, ha dichiarato aderendo con convinzione al progetto: “Si diffonde la cultura della medicalizzazione del disagio: i genitori devono ritrovare il loro ruolo di educatori responsabili e le scuole evitare l’affollamento di figure poco chiare che giocano sull’ansia e la solitudine dei genitori”. Lucia Morgillo, del Direttivo Agesc, ha dichiarato: “Il bambino non è solo uno studente, è una persona che cresce, e porta in classe tutte le difficoltà della sua vita. ‘Scuola Protetta’ è un progetto che cerca di dare una risposta efficace a questi disagi”. La CISL Scuola aveva aderito già nei giorni scorsi, per bocca del Segretario Nazionale Francesco Scrima, al progetto e in conferenza stampa è intervenuto per la CISL Egidio Pasquali, dicendo: “La scuola è un luogo di grandi complessità, che ha molte responsabilità ma troppo spesso non ha strumenti per
affrontarle. Con questo progetto diamo il nostro contributo per evitare che il disagio dilaghi e che la scuola poi non riesca più a far fronte”. Giovanni Banchi, (Presidente della “Scuola di Barbiana” e collaboratore di don Lorenzo Milani): “Sosteniamo con tutte le nostre forze questo progetto, e invitiamo tutte le scuole a fare altrettanto”.
Una nota di convinto sostegno anche dallo Psichiatra Paolo Roberti di Sarsina, dell’ASL di Bologna: “Mettiamo i minori al centro del discorso, hanno tutti i diritti di venire informati fin dalla scuola, questa è la vera ‘bioetica’ di cui dobbiamo parlare”. Ha chiuso la conferenza stampa il neuropsichiatra
infantile Enrico Nonnis (Psichiatria Democratica) , concludendo: “Non c’è necessità di psichiatrizzare il disagi e ‘Scuola Protetta’ non vuole demonizzare il farmaco, ma insistere sull’aspetto ‘culturale’ del problema, perché non ci si può sempre fermare agli aspetti sanitari. Il disagio è ‘altra cosa’ rispetto alla responsabilità pedagogica? Direi proprio di no, e ‘Scuola Protetta’ dà una risposta in questa direzione”.
Durante la conferenza stampa, i Consiglieri Regionali Guerra (Verdi) e Renzi (AN) hanno ricordato che in Consiglio Regionale sono depositate due distinte proposte di legge per evitare la medicalizzazione del mondo della scuola e la somministrazione indiscriminata di psicofarmaci ai minori, e hanno dichiarato entrambi: “Prendiamo l’impegno, in questa conferenza stampa, di richiedere l’unificazione delle due proposte e di accelerarne la discussione così da approvarle quanto prima”.
Luca Poma (Giù le Mani dai Bambini) ha quindi richiamato alle proprie responsabilità l’Ufficio Provinciale del Ministero della Pubblica Istruzione, ed il Ministero tutto: “E’ inammissibile che il Ministero Istruzione non si assuma le proprie responsabilità , la scuola non può essere un ‘colabrodo’ dove soggetti non qualificati entrano a proprio piacimento con proposte formative di dubbia qualità, l’ente pubblico deve vigilare maggiormente” . Poma ha poi risposto ad una domanda dei giornalisti presenti circa l’inchiesta in corso della Magistratura: “Non posso dare dettagli per rispetto al lavoro della Procura della Repubblica, che peraltro ha dimostrato una grande attenzione a questi temi. Posso solo dire che ieri abbiamo prodotto ai NAS 150 pagine di documenti dai quali si evince con chiarezza che questa ‘malapratica’ della promozione degli psicofarmaci nelle scuole non è un problema solo bolognese, ma riguarda anche altre regioni d’Italia”.
Il progetto è finanziato grazie ad un prezioso contributo della FAI - Federazione Nazionale Autotrasportatori. Dichiara Doriano Bendotti (FAI): “prima che camionisti, siamo tutti padri di famiglia, queste sono tematiche importanti, la salute dei bambini ci sta a cuore più di ogni altra cosa”

Per Media Relations 337.415.305 – portavoce@giulemani daibambini. org

Il progetto
http://www.scuolapr otetta.it/ il-progetto/

domenica 2 marzo 2008

Lettera (aperta) a un genitore rappresentante...

...nella rete:

Lettera (Aperta) a un genitore rappresentante. ..
(...)
“Lettera a una professoressa” di don Milani si apre con queste parole: ”Questo libro non è scritto per gli insegnanti, ma per i genitori. È un invito ad organizzarsi” . Perché i genitori non hanno raccolto questo invito? E chi era stato chiamato a trasmetterlo l’ha fatto? Difficile pensare ad una ipotesi organizzativa in assenza di un collegamento. Certo fra i corridoi può capitare di scambiare una chiacchiera ma non certo si possono concertare azioni comuni. E poi chissà se i genitori saranno mai in grado di organizzarsi spinti da uno stesso disinteressato e gratuito desiderio avulso da qualsiasi logica politica! D’altra parte l’assenza di collegamento e di un’adeguata informazione e formazione sono dati emersi anche nel corso di recenti indagini che hanno coinvolto genitori e rappresentanti.

Stiamo perdendo ogni luogo fisico d’incontro: classi e consigli. Nell’isolamento si da libero spazio ad iniziative personali ed alla realizzazione dell’individualismo. Voci isolate non costituiscono un coro. Le parole suonano confuse e incomprensibili. Un vociare a cui si sovrappone l’azione di chi senza timore di efficace contestazione ci priva di ruoli e prerogative.

Per favorire l’integrazione dell’alunno diversamente abile all’interno del gruppo classe la legge 104 del 5 febbraio 1992, il successivo Decreto ministeriale 26 giugno 1992, la C.M. 258/83 ed infine la C.M. 262 del 22 settembre 1988 hanno sancito la costituzione dei gruppi GLH. Ma in quante realtà scolastiche sono davvero operativi? Dove realizzano gli obiettivi previsti dalla legge? In quanti casi i genitori sono chiamati a collaborarvi fattivamente? E dove si è mai fatto un monitoraggio per verificarne il funzionamento?

Il Comitato Genitori costituisce all’interno della singola realtà scolastica una prima forma organizzativa, prodotto della volontà assembleare e sintesi dell’azione concorde dei rappresentanti. Ma in mancanza di un reale coordinamento, del tutto assenti in alcune realtà, i comitati per lo più hanno finito per accontentarsi di una funzione marginale, di gestione delle emergenze o di mera opposizione. Anch’essi non sono stati in grado di collegarsi e di difendere il loro ruolo. Così in presenza di una disciplina normativa vaga e lacunosa si dimostrano purtroppo incapaci anche di tutelare se stessi e troppo spesso sono messi in discussione, senza riuscire a proporre né un’integrazione normativa che ne disciplini e riconosca adeguatamente la attività né almeno una “norma tipo” che sia recepita dai regolamenti d’istituto.
(...)
http://www.edscuola .it/archivio/ famiglie/ lettera_aperta. htm

Flavio

giovedì 28 febbraio 2008

DA SOPPRIMERE ALCUNI ORGANI COLLEGIALI

servizio speciale
DA SOPPRIMERE ALCUNI ORGANI COLLEGIALI

Sono ormai evidenti alcuni processi in atto nella scuola statale: crollano i livelli di apprendimento degli allievi nel confronto internazionale e in assoluto; diminuisce la popolazione studentesca in particolare nella scuola media e in quella superiore; una parte dell’utenza si trasferisce nella scuola paritaria; la questione sindacale ha rivelato anomalie in grado di bloccare qualunque evoluzione virtuosa dei livelli di efficacia.Uno Stato sano reagirebbe con un’analisi seria della situazione e apportando correttivi coraggiosi al sistema istruzione: curare un tumore con l’aspirina vuol dire sacrificare il paziente!Purtroppo assistiamo a una continua sottovalutazione della situazione e non si vedono all’orizzonte governanti capaci di invertire la tendenza.Una delle cause della crisi della scuola statale è a nostro avviso la proliferazione oltre ogni logica degli Organi collegiali.È nostra opinione che la metà di questi organi collegiali debba essere soppressa, e in particolare, quelli da conservare, debbano essere potenziati e valorizzati. Proponiamo di sopprimere i seguenti otto OO. CC.:
la Giunta Esecutiva,
il Collegio dei Docenti,
l’assemblea studentesca
l’assemblea ATA
il comitato dei genitori
l’assemblea dei Genitori
la RSU.
l’Organo di Garanzia.
1. La Giunta esecutiva non ha più ragione di esistere in quanto il nuovo regolamento di contabilità amministrativa attribuisce i poteri di indirizzo e di controllo al Consiglio d’Istituto e i poteri gestionali al dirigente scolastico, individuando in questa figura quasi il ruolo di un amministratore delegato. È quindi il dirigente scolastico con il suo staff che predispone l’ordine del giorno del consiglio e ne esegue le delibere.
2. Il collegio dei docenti è emanazione diretta delle assemblee sessantottine: un organo irresponsabile che decide dei propri carichi di lavoro e che è la principale causa del disastro della scuola statale. Lungi dall’avere compiti di approfondimento didattico, il collegio delibera sull’orario di lezioni. Ci sono collegi che hanno deliberato la riduzione dell’unità oraria da 60 a 45 minuti senza recupero, o collegi che hanno deliberato di non applicare la legge sul tutor prevalente, o collegi che non vogliono il trimestre solo perché così si evita la settimana di scrutini e si riducono le prove di verifica degli allievi. Assegnando potere deliberante ai collegi si crea un conflitto insanabile con gli interessi generali della scuola e dell’utenza e risulta impossibile raggiungere obiettivi di qualità, quale quello dell’aggiornamento del personale.
3. L’assemblea studentesca è un’altra eredità irresponsabile del sessantotto: l’attribuzione di capacità politiche ai sedicenni, che una maturità politica non hanno ancora conseguito. Chi frequenta le assemblee studentesche sa bene che tale organo collegiale è altamente diseducativo: o si tratta di un giorno di vacanza o di una situazione che sfugge a ogni controllo e viola le misure minime di sicurezza e produce atti di vandalismo e di bullismo.
4. L’assemblea ATA è un organo pletorico, non ha poteri deliberanti e crea nel personale la pericolosa illusione che possa determinare i propri orari e i propri carichi di lavoro sulla base di esigenze personali e non sulla base delle esigenze di servizio. Non sono pochi i casi in cui il personale ATA chiede di poter effettuare i turni sulla base delle esigenze di pendolarismo o su quella delle esigenze familiari.
5. Il comitato dei genitori non ha mai prodotto effetti positivi nelle scuole, sia perché la presenza dei genitori ruota continuamente determinando la discontinuità del Comitato, sia perché i genitori sono già rappresentati in consiglio d’istituto dove possono avanzare le proposte che ritengono più opportune.
6. L’assemblea dei genitori non può produrre effetti positivi sulla gestione della scuola per due motivi: generalmente non é mai rappresentativa in quanto non si raggiunge il quorum del 51%. In secondo luogo i genitori sono già rappresentati all’interno del consiglio di classe e del Consiglio d’istituto e mescolare rappresentanza diretta e rappresentanza elettiva produce solo confusione.
7. La RSU ha costituito una innovazione che ha contribuito non poco a distruggere la già scarsa efficienza delle strutture gestionali scolastiche. Rappresenta il corrispettivo dei consigli di fabbrica in azienda, ma la scuola non è un’azienda e il dirigente scolastico non è il padroncino della fabbrica per cui non può essere la controparte dei lavoratori. Mentre il consiglio di fabbrica esercita un potere di controllo e di difesa nei controlli della proprietà che ha interessi di profitto e quindi di sfruttamento dei lavoratori, il ds non è la proprietà, è un dipendente come gli altri, non ha fini di profitto. La scuola è semplicemente una struttura pubblica che deve fornire un servizio essenziale ai cittadini. Nei fatti la RSU, col suo potere di interdizione, ha in questi anni conseguito il solo obiettivo di ritardare l’approvazione del fondo d’istituto e del programma annuale con gravi conseguenze per l’efficacia del servizio e per le stesse remunerazioni dei lavoratori. La legge assegna già al Consiglio d’istituto poteri di controllo sul DS e sulla sua gestione.
8. L’Organo di garanzia sui provvedimenti disciplinari degli allievi (come se non bastasse duplicato a livello regionale), non ha motivo di esistere in quanto le sanzioni non sono erogate da un organo monocratico (il preside), ma da un organo collegiale (il consiglio di classe o quello d’istituto. Nel nostro Paese solo il TAR può invalidare la delibera di un Organo collegiale scolastico, per cui non si comprende il senso della creazione di tale organo che non fa che complicare l’attribuzione di una punizione scoraggiando i docenti in tal senso.
Roberto Tripodi

http://www.aetnanet.org/modules.php?name=News&file=print&sid=10073#DA_SOPPRIMERE_ALCUNI_ORGANI_COLLEGIALI

martedì 26 febbraio 2008

lunedì 25 febbraio 2008

Scuola mia, quanto mi costi?

Scuola, Fissati i Tetti Di Spesa Per i Testi Delle Superiori


Roma, 25 feb. - (Adnkronos/Ign) - Per i libri di testo di una quinta professionale non si potranno spendere più di 120-140 euro l'anno; 370 euro, invece, sarà la spesa massima di un alunno che frequenterà la terza classe di un liceo classico.

E' quanto prevede il decreto firmato dal ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni con cui vengono fissati già per l'anno scolastico 2008/2009 i tetti di spesa per i testi scolastici scelti dai docenti per ciascun anno di scuola secondaria superiore.

Dal prossimo anno, quindi, a differenza di quanto è avvenuto in passato, spiega una nota del dicastero di viale Trastevere, il costo dell'intera dotazione libraria dovrà essere mantenuto entro i limiti massimi di spesa indicati nel decreto. Si tratta di un'innovazione che viene incontro ai circa 2 milioni e 600 mila ragazzi che frequentano le scuole statali superiori e che potrà consentire alle loro famiglie di contenere, almeno in parte, le spese per l'istruzione dei propri figli.

Il decreto prevede per ogni anno di corso e per ogni tipologia di scuola il prezzo massimo complessivo della dotazione libraria entro la quale i docenti potranno operare le proprie scelte. Con i nuovi ''tetti'', alla luce del monitoraggio effettuato quest'anno, il 40% delle classi delle scuole superiori italiane dovrà abbassare l'importo complessivo della spesa per i libri.

Il ministero fornisce quindi alcuni esempi di quanto costeranno al massimo i libri alle famiglie sommando i prezzi di tutti e cinque gli anni di studio.

Per un istituto professionale la spesa non potrà superare in media 913 euro; per gli istituti tecnici, che costeranno durante i cinque anni poco più di 1.200 euro, si oscillerà dai 1.115 euro previsti per 'l'aeronautico' ai 1.290 di un 'nautico'.

E mentre per gli 'artistici' (licei artistici ed istituti d'arte) la spesa massima complessiva per tutti e cinque gli anni sarà mediamente di 1.000 euro, studiare nei licei classici e scientifici costerà al massimo 1.490 euro.

Le famiglie dei ragazzi che percepiscono un reddito massimo di 15.000 euro possono altresì usufruire della gratuità parziale dei libri prevista dalla Finanziaria 2007 (art. 1, comma 628) per i primi due anni di corso.

Il ministero dell'Istruzione ha anche attivato un sistema di rilevazione delle adozioni dei libri di testo, in modo tale da poter tempestivamente controllare gli eventuali sforamenti dei limiti di spesa da parte delle scuole. Il mancato rispetto dei tetti di spesa sarà tempestivamente contestato alle scuole inadempienti.


Per maggiori informazioni visita Adnkronos

Firenze: successo della consultazione sugli Organi Collegiali della scuola

Cronaca Universo 'scuola': proposte chiare e trasparenti per genitori e studenti

Firenze: successo della consultazione sugli Organi Collegiali della scuola.
Per la prima volta in Italia interpellata l'intera comunita' scolastica

Firenze, 23 Feb. - Non era mai accaduto che il Dirigente di un Ufficio Scolastico Provinciale ( Provveditorato agli Studi), si mobilitasse per incontrare chi , nella scuola, studia e lavora. Il Provveditore agli Studi di Firenze, Rosa De Pasquale, sta lavorando assiduamente alla consultazione degli Organi Collegiali che, per tanti motivi e decenni, non è mai riuscita a decollare, rimanendo così a latere. Il suo obiettivo, in primis, risulta essere una collaborazione sinergica con il Forum delle Associazioni dei genitori per poter, finalmente, gestire la scuola attraverso un processo educativo basato sulla comunicazione tra docente e studente, una sorta di auto ed etero arrichimento proprio dello scambio con l'intera comunità che, intorno alla scuola, vive e lavora. La cosa che incuriosisce e che risulta essere innovativa è la metodologia mirata e , oserei dire, di assoluto interesse, che La De Pasquale sta cercando di realizzare, attraverso un intervento congiunto che coinvolgerà tutte le zone della provincia a cui proporrà incontri di formazione per rappresentanti di classe e di istituto. Non solo, questa coraggiosa Dirigente sta cercando anche di rigettare la proposta di abolizione del rappresentante di classe ( già avanzata da ben 14 disegni legge negli ultimi 12 anni), e garantirne un numero pari a quello dei docenti in Consiglio di Istituto proprio per arrivare ad ottimizzare le risorse. Già il vice presidente del Quartiere 3 L. Ridolfi aveva definito 'fondamentale una conferenza dei servizi nella scuola che si confronta con il territorio.Anche il dirigente dell'Istituto comprensivo Montagnola - Gramsci di Firenze, D. Bizzarri, si è unito con entusiasmo a tutte queste idee, invitando tutte le associazioni a coinvolgere i genitori per spiegare loro in cosa consiste la 'realtà scuola': per non renderli estranei a quello che potrebbe apparire un calderone aleatorio. Così sia i genitori che gli studenti, date le premesse, sono molto contenti di ricevere, ed è un loro diritto, una scuola con proposte chiare e trasparenti. Per capire questa 'ventata di aria fresca' e le novità che essa potrebbe portare, occorre fare un passo indietro per capire perchè e come questi organi sono nati. Trentaquattro anni fa, era il 1974, con il Decreto Delegato n.416, si istituivano gli Organi Collegiali in ogni ordine di scuola. Essi nascevano sotto la spinta di un movimento di lotta che aveva investito la scuola italiana per molteplici aspetti: i contenuti dei programmi, gli ordinamenti, il suo carattere selettivo. 'Il movimento', però, fu paricolarmente severo nei confronti di questi organi, e le critiche vertevano essenzialmente sulla mancanza del loro potere a livello di scelte non sostenute da risorse adeguate. In sostanza gli Organi Collegiali vennero considerati come un tentativo di burocratizzazione e ingabbiamento da parte delle stesse forze che li avevano promossi. I risultati furono anche peggiori delle previsioni, infatti essi si sono trasformati nell'arena di battaglie di potere e clientele dei sindacati confederali ed appiattiti dalle scelte del ministero e dell'amministrazione. Ecco perchè ora, ai nostri tempi, è quanto mai necessaria e imprescindibile una riforma che garantisca una reale gestione sociale, quale garanzia di una concreta attuazione di nuovi e moderni, Organi Collegiali. Sarà una strada in salita che vedremo concludersi sabato 19 aprile con la seduta plenaria in visione dal nostro nuovo Governo e spero che presto, possa attuarsi in tutte le regioni d'Italia.
Lara Nicolini

sabato 23 febbraio 2008

Relazioni interpersonali e ascolto empatico

Un convegno al liceo Siciliani

Si svolto ieri presso il liceo Pietro Siciliani di Lecce il convegno "La valenza dell'ascolto empatico nell'odierna relazione interpersonale-Cura e conoscenza dell'altrui bisogno"
In attuazione delle linee programmatiche individuate nel piano dell'offerta formativa del liceo "Pietro Siciliani" di Lecce, sono state implementate, nel corrente anno scolastico, varie iniziative funzionali a consolidare i rapporti col territorio, nella considerazione inclusiva delle istanze implicite ed esplicite provenienti dalle studentesse e dagli studenti, nonché dalle rispettive famiglie. Al fine di concretizzare e sostenere il legame anche con gli ex studenti e con le loro associazioni, gli organi collegiali del liceo salentino hanno accolto la richiesta di Raffaela Prete, già allieva del Siciliani sino all'a.s. 1995/1996, rivolta ad ottenere la concessione di supporto organizzativo e spazi dedicati, per la realizzazione di un convegno monotematico, intitolato "La valenza dell'ascolto empatico nell'odierna relazione interpersonale – Cura e conoscenza dell'altrui bisogno". L'evento in parola, svoltosi ieri, ha focalizzato la valenza dell'ascolto empatico, quale validissimo strumento di crescita ed auto-conoscenza, per valorizzare la centralità di tutti e di ciascuno, garantendo la soluzione condivisa di ogni forma di disagio, nelle dinamiche del successo formativo, nell'inclusione sociale e dell'apprendimento lungo tutto l'arco della vita, in sintonia con gli indirizzi dell'Unione Europea e col novellato DPR 249/1988(Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria). Il canovaccio dei lavori di studio ha registrato una prospettiva multidisciplinare di indagine filosofica, modulata propedeuticamente sui contesti educativo-relazionali o di cura, nella interpretazione dei bisogni reciproci di rapporto interpersonale, per la prevenzione del disagio. Hanno collaborato all' iniziativa vari esperti afferenti all'Università del Salento, agli Atenei di Bologna e Messina, in collaborazione con i rappresentanti politico-istituzionali del territorio pugliese. Sono intervenuti, tra gli altri, Carlo Nestola (Dirigente Scolastico), Loredana Capone (Vice Presidente della Provincia di Lecce), i docenti Angela Perucca, Francesco Fronterotta, Aurelio Meschini, Marco Piccinno, Alcino Siculella, Alessandro Taurino (Università del Salento), Francesco Gatto (Università di Messina). Ha partecipato, inoltre, Vincenzo Leone (Direttore Sanitario della Comunità "Emmanuel"), Maurizio Daggiano ed Andrea Canevaro (Università di Bologna), con un contributo video. Il meeting, aperto ai vari pubblici attivi nel pianeta salentino di istruzione e formazione, ha coniugato i processi di progettazione curricolare del liceo Siciliani con le linee guida per la prima attuazione dell'obbligo di istruzione, innalzato a dieci anni per effetto del Regolamento adottato con Decreto del Ministro della Pubblica Istruzione n. 139/2007, in applicazione della Legge 27 dicembre 2006, n. 296. In considerazione dell'alta valenza scientifico-culturale riflettente la proposta culturale, nello stile delle buone pratiche generanti le competenze chiave per la cittadinanza attiva, la scuola leccese ha concretizzato l'iniziativa nei locali dell'aula Magna di via Leuca, con il patrocinio di vari enti e istituzioni territoriali: Provincia di Lecce, Università del Salento (facoltà di Scienze della Formazione), Ministero della Pubblica Istruzione e associazione salentina per la Lotta Contro il Cancro.
Paolo Palomba

martedì 19 febbraio 2008

Sedicenti Psicologi nelle scuole dell'Emilia Romagna? (www.giulemanidaibambini.it)

Supporto a genitori e bambini, o promozione di farmaci?

Questa è un’intervista resa alla nostra redazione da Gianni Zappoli,
delegato del Centro Formazione e Ricerca “Don Lorenzo Milani” - nota
istituzione sociale per l’assistenza pedagogica ai più deboli - su di una
vicenda veramente inquietante: un’associazione che – con il beneplacito di
funzionari di un’istituzione pubblica - consiglierebbe senza riserve l’uso di
psicofarmaci a genitori ed insegnanti, in quanto “privi di effetti collaterali”.
Non sono medici, non sono psicologi, ma prendono posizione contro l’ASL
di Bologna, competente territorialmente, e dirottano le famiglie ad un’ASL
del Veneto “dove è più facile ottenere le metanfetamine per i bambini”.
Medicalizzazione self-service?

Ci dica in breve cosa è successo…

E’ successo che qualche giorno fa un genitore si è rivolto alle nostre strutture,
essendo la nostra una realtà notoriamente impegnata nel mondo della scuola, per
avere un consiglio ed un conforto. Il motivo dell’incontro è stata la forte perplessità
sorta in questo genitore in seguito ad un approccio avvenuto giorni fa con
un’associazione di Bologna, tale “AGAP - Associazione amici di Paolo”.

E di cosa si occuperebbe questa associazione?

Diciamo che si presenta come un “supporto” per genitori e bambini che vivono
situazioni di disagio comportamentale, in particolare bambini iperattivi, sofferenti
della – peraltro discussa - sindrome del deficit di attenzione, l’Adhd.

Come mai il genitore in questione era “fortemente perplesso”?

Beh, molto semplicemente perché gli è stato spiegato - dopo una serie di giri di
parole - che lo psicofarmaco è una soluzione efficace. Li definiscono “stracollaudati”,
e privi di effetti collaterali, eccetera, il tutto con toni molto tranquillizzanti, tali da
invogliare senza riserve al consumo. Ancor più sconcertante è l’affermazione che
“durante le quattro ore di efficacia dello psicofarmaco è possibile insegnare al
bambino le cose con efficacia”, quasi fosse una specie di “ammaestramento”
possibile grazie al farmaco.

Da un medico dell’associazione?

No, il punto è proprio quello: era sì un rappresentante dell’associazione, ma non era
un medico. Diciamo che al genitore è stata prospettata la soluzione farmacologica
come la soluzione migliore in molti casi, utilissimo, senza rischi, eccetera.

E siete sicuri non si trattasse di un medico?

Abbiamo verificato con cura i nominativi, nessun responsabile dell’associazione a
noi noto risulta essere iscritto all’albo dei medici. Ma il problema non è solo quello
della forte preoccupazione di questo genitore per questi “consulti” azzardati per
telefono, ma più in generale Lui, incuriosito, ha preso informazioni – che poi ci ha
riferito e documentato per iscritto – sui progetti che questa associazione segue
nelle scuole dell’Emilia Romagna, e ne emerge in effetti un quadro ancor più
preoccupante. Pare che quest’associazione promuova una campagna nelle scuole,
un vero e proprio invito alla “medicalizzazione del disagio”, inquadrando i problemi
del comportamento dei bambini come problemi clinici e “suggerendo” lo
psicofarmaco come una soluzione efficace. Noi non entriamo certo nel merito
dell’utilità o meno di utilizzare un farmaco, ma queste sono questioni delicate, che
devono afferire alle strutture specialistiche, e non – con tutto il rispetto – ad
associazioni che nulla hanno a che fare con la clinica e la medicina

Cos’altro risulta che dicano agli insegnanti ed ai genitori, questi signori?

Mah, una cosa che ci ha davvero sconcertato, è che pare prendano posizione contro
la Direzione Regionale Sanità, in particolare contro la dott. sa Elisabetta Frejaville,
giudicata troppo “morbida” sulla questione psicofarmaci. Ma ancor più grave è come
dipingono l’ASL di Bologna, ed anche l’unità di neuropsichiatria dell’Ospedale
Maggiore: li criticano senza riserve, al genitore al telefono han detto che a questi
specialisti di Bologna “non frega proprio niente dei bambini”, e che essi “dedicano
troppo poco tempo a questi problemi dei bambini”. Conosciamo di nome il dott.
Giancarlo Rigon, che segue la neuropsichiatria sul territorio, e non ci sembra
un’incompetente. Certamente prescrive pochi psicofarmaci, ovvero solo ai casi
estremi e quando lui lo ritiene giusto, ma questo non giustifica una “migrazione” di
piccoli pazienti verso lidi più permissivi…

In che senso “migrazione”? Vengono portati in altre ASL?

Si, sempre gli operatori di questa associazione, sulla cui competenza non vogliamo
esprimerci, suggeriscono ai genitori di togliere i bimbi dal centro di Bologna e di
portarli a San Donà di Piave, dove “si ottengono le prescrizioni degli psicofarmaci
senza problemi”. Stanno li tre giorni, poi ritornano indietro nella città di residenza
con la ricetta per gli psicofarmaci, ottenuta “facilmente”.

Questo è davvero sconcertante. E i “corsi” dei quali accennava prima, che
taglio hanno? Sono organizzati direttamente nelle scuole?

Sono corsi nei quali si spiega che questi problemi del comportamento dei bambini
sono una “malattia”, e che quindi sono necessariamente da “curare”. E non solo: a
volte sono organizzati anche con il beneplacito del Ministero.

Scusi, lei sostiene che il Ministero Pubblica Istruzione è d’accordo?

Si. Non è difficile da dimostrare, con la documentazione in nostro possesso, non
trova? (ci ha esibito un manifestino d’invito ad un convegno, in effetti su carta
intestata del Ministero Pubblica Istruzione, Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia
Romagna). L’organizzazione del corso è a cura di tale dottoressa Monica Pavan, che
dice di essere una psicologa.

Perché usa il condizionale?

Perché all’Ordine Nazionale degli Psicologi non risulta proprio iscritta, in nessuna
regione d’Italia. E’ davvero preoccupante che insegnanti e genitori si affidino con
fiducia a personaggi privi dei requisiti minimi di legge, soprattutto quando parliamo
di farmaci psicoattivi su dei bambini (ad una verifica sulla banca dati on-line
dell’Ordine, in effetti non risulta iscritta come psicologa nessuna persona con quel
nome e cognome, ndr).

C’è altro che vuole aggiungere?

Questa associazione critica anche gli psichiatri dell’ASL di Bologna perché usano il
manuale ICD-10 per fare le diagnosi dei problemi di comportamento dei bambini, la
Pavan sostiene che non va usato: ma noi ci siamo informati, è il manuale
diagnostico ufficiale redatto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, un
organismo sovranazionale,
come può un operatore sociale sconsigliarne l’uso?

Vuole dire che questi “operatori” sconsigliano l’uso di un manuale
diagnostico ufficiale e danno la “loro versione” che include l’uso di
psicofarmaci anche quando le diagnosi ufficiali non lo renderebbero
necessario?

Si, è esattamente ciò che sta accadendo in Emilia-Romagna, lo confermo. E vorrei
aggiungere un’ultima cosa, prima di concludere: al genitore che li ha interpellati per
telefono, questi signori dell’associazione hanno detto - vantandosene - di avere
“grandi appoggi”, di essere sostenuti a livello parrocchiale, sanitario e scolastico.
Vorrei proprio sapere allora i nomi ed i cognomi di chi è rimasto coinvolto in tutta
questa serie di comportamenti discutibili, se non illeciti. A nostro avviso la
magistratura dovrebbe occuparsene senza ritardo, è angosciante pensare che nella
scuola pubblica italiana si faccia una così sfacciata propaganda agli psicofarmaci per
bambini, laddove il Codice Farmaceutico, che è una legge dello Stato, impone
invece delle restrizioni rigidissime in tal senso.

Intervista raccolta in parte telefonicamente ed in parte via email tra il 10
ed il 12 febbraio 2008 da giornalisti della redazione di “Giù le Mani dai
Bambini” (www.giulemanidaibambini.org), Comitato nazionale italiano per
la farmacovigilanza in età pediatrica.

venerdì 15 febbraio 2008

Scuola: a Firenze decolla la riforma degli Organi Collegiali d'istituto

Scuola: a Firenze decolla la riforma degli Organi Collegiali d'istituto

Per la prima volta in Italia interpellata l’intera comunità scolastica

E’ una novità a livello nazionale questo incontro sistematico con la comunità scolastica che nell’arco di pochi mesi sta dando voce a studenti e genitori, amministratori, docenti e dirigenti scolastici di un’intera provincia. Non era mai accaduto che il Dirigente di un Ufficio Scolastico Provinciale (già Provveditore agli Studi) si muovesse per incontrare chi nella scuola studia e lavora, ed è una novità assoluta anche questa consultazione sulla riforma degli Organi collegiali che per tanti motivi da decenni non riesce a decollare.
Da tempo il Forum delle Associazioni dei Genitori AGe, AGeSC e CGD di Firenze sta lavorando per rilanciare la partecipazione dei genitori con incontri mirati di formazione per rappresentanti di classe e di istituto, riuscendo a raggiungere oltre trecento genitori. Adesso, su impulso della Dirigente provinciale Rosa De Pasquale, è stato avviato un intervento congiunto che coinvolgerà tutte le zone della provincia, per concludersi con la seduta plenaria di sabato 19 aprile, che licenzierà il documento finale da presentare al Ministero della Pubblica Istruzione. Nei primi due incontri, nelle zone nord e sud di Firenze, sono emersi elementi di assoluto interesse: a gran voce genitori, studenti, dirigenti e docenti hanno rigettato la proposta di abolire il rappresentante di classe, che negli ultimi dodici anni è stata avanzata da ben 14 disegni di legge su 15 presentati. Genitori e studenti chiedono che la scuola sia più trasparente e che sia loro garantito un numero di rappresentanti pari a quello dei docenti in Consiglio di Istituto, che dovrà continuare a essere presieduto da un genitore. Il vicepresidente del Quartiere 3 di Firenze Luciano Ridolfi ha rilevato l’urgenza per la scuola di aprirsi: “E’ fondamentale che vi sia una conferenz a dei servizi nella quale la scuola si confronta con il territorio” ha detto, mentre Paolo Cappelletti, assessore alla pubblica istruzione del comune di Calenzano, ha tenuto a sottolineare l’importanza di programmare insieme per ottimizzare le risorse. Doriano Bizzarri, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Montagnola-Gramsci di Firenze, ha invitato le associazioni a coinvolgere i genitori: “In pochissimi hanno partecipato agli incontri sulle indicazioni nazionali. Alcuni sarebbero disponibili a farsi coinvolgere ma c’è bisogno di una formazione specifica che li aiuti a comprendere cosa è la scuola”. Il prossimo incontro si terrà Sabato 16 Febbraio 2008 ore 9,30 alle ore 12,30 presso la Scuola Media Busoni Vanghetti, via Liguria 1 a Empoli. Il calendario degli incontri nelle varie zone della provincia e altro materiale possono essere consultati sul sito www.csa.fi.it. Addetto Stampa: Rita Manzani Di Goro 328 8424375 fopagsfi@yahoo.it

sabato 9 febbraio 2008

Casarano, secondo Polo al gelo

Da una settimana manca il gasolio per i termosifoni. «Pronti a scioperare»

Il secondo Polo al gelo

e i genitori insorgono



Di Alberto Nutricati

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 09/02/2008



L’istituto comprensivo Secondo Polo è al « fresco» da una settimana, e gli animi dei genitori dei piccoli alunni si riscaldano. A rendere noto che i termosifoni del plesso che ospita la scuola materna e la scuola elementare sono spenti da alcuni giorni, è il rappresentante dei genitori Valerio Rausa, che minaccia uno sciopero di classe. «È da una settimana che non c'è gasolio per alimentare l’impianto di riscaldamento - spiega il rappresentante - Tra l’altro fa freddo e sta circolando l’influenza. So che ci vogliono i tempi tecnici, che la scuola deve contattare il Comune, quest’ultimo, a sua volta, si deve rivolgersi ad un’azienda di Taurisano, intanto però i bambini, quelli che ancora non si sono ammalati, continuano a stare al freddo». Tuttavia, a dire del genitore, se dalla scuola arriva la conferma di aver avvisato il Comune, da quest’ultimo fanno sapere di non aver ricevuto nessuna segnalazione.
«Non si può agire in questo modo - prosegue Rausa - A noi non importa di chi è la responsabilità, vorremmo solo che simili problemi non si verifichino. Possibile - chiede il genitore - che non ci sia un modo per accorgersi che il gasolio sta terminando prima di restare senza scorte?». Eppure non sarebbe così difficile ovviare all’inconveniente. «Al rientro dalle vacanze natalizie - aggiunge Rausa - è stato fatto un rifornimento di 3mila litri, con cui si riesce a garantire il riscaldamento per circa quattro settimane. A parte il fatto che mi sembra assurdo che una scuola appena ristrutturata non disponga di un segnalatore di livello di carburante per la caldaia, ma, ad ogni modo, non mi sembra così difficile ricordarsi di controllare il serbatoio dopo tre settimane dal rifornimento per evitare simili disservizi.

Capisco, anche se non giustifico, il ritardo di un giorno, ma una settimana mi sembra un po' troppo ». La questione dovrebbe rientrare a breve, anche perché l’azienda incaricata di fornire il gasolio, che di regola provvede al rifornimento entro 24 ore dalla segnalazione, è stata informata ieri stesso. Intanto, se la situazione non dovesse trovare una soluzione, i genitori potrebbero proclamare già da oggi una singolare forma di sciopero, decidendo di non portare i loro bambini a scuola.

mercoledì 6 febbraio 2008

ASAS: La Rappresentanza della scuola «Va cambiata».

ASAS: La Rappresentanza della scuola «Va cambiata».

Secondo l’associazione delle scuole autonome, di cui fanno parte diversi dirigenti scolastici catanesi, negli istituti funzionano molti organi collegiali. Secondo l’Asas alcuni dovranno essere soppressi, altri potenziati. Secondo l’Asas, vi sono docenti che fanno parte di diversi organi collegiali e che «riportano, in seno all’organismo politico di amministrazione e di indirizzo, la cultura dell’ostruzionismo sindacale e di difesa di privilegi di categorie». In ogni scuola secondaria di secondo grado esistono ben 15 organi collegiali: consigli di istituto, di classe, collegio dei docenti, comitato di genitori, assemblea studentesca di istituto e studentesca di classe, assemblea ata e sindacale, comitato di valutazione, assemblea di genitori, i rappresentanti di lavoratori per la sicurezza, Rsu, organo di garanzia. Secondo l’Asas «dovrebbe essere potenziato e reso più rappresentativo il consiglio di istituto e il direttore dei servizi generali ed amministrativo (ex segretario) dovrebbe farne parte di diritto. Inoltre, dovrebbe essere prevista al suo seno la presenza di un delegato dell’ufficio scolastico regionale, di uno dell’ente locale, di uno del mondo produttivo, uno del mondo associativo (associazione genitori, librai), associazione volontariato, sportive presenti nel territorio. La presidenza del consiglio di istituto dovrebbe essere assegnata, per elezione, ad uno dei quattro consiglieri delegati. I cinque nuovi consiglieri dovrebbero subentrare a due componenti docenti, a un componente genitori, a due studenti. I due componenti studenti sarebbero designati annualmente quali migliori studenti per profitto delle penultime classi del corso. Il consiglio di classe dovrebbe avere riconosciuto il pagamento delle proprie riunioni in quanto organismo non elettivo, pagamentosottoposto alla valutazione del raggiungimento degli obiettivi prefissati. L’assemblea studentesca dovrà svolgersi alla presenza del docente dell’ora che dovrà vigilare l’andamento dei lavori e dare un contributo culturale ai contenuti del dibattito. Novità anche nell’assemblea sindacale. La certificazione della presenza del personale alla riunione e la convocazione in orario exstracurriculare» . Secondo l’Asas non bisognerebbe mandare a casa gli allievi per tenere un’assemblea e le dieci ore di assemblea per il personale dovrebbero essere detratte dalle 80 ore annuali di riunione pomeridiane o pagate oltre il servizio dovuto. Infine «le Rsu a scuola sono una follia».
MARIO CASTRO (da http://www.lasicili a.it)

http://www.aetnanet .org/modules. php?name= News&file= article&sid= 9899

martedì 5 febbraio 2008

I genitori senza tempo i loro figli senza (vere) scuole

I genitori senza tempo i loro figli senza (vere) scuole

di Francesco Alberoni

L’Italia del Risorgimento ha fatto un enorme sforzo per istruire gli italiani costruendo un gran numero di scuole elementari e medie. Queste scuole si limitavano a fornire l'istruzione nelle aule, più qualche palestra e qualche giardinetto per la ricreazione. Ma erano le esigenze di allora. I giovani andavano a lavorare prima e le madri stavano a casa e si occupavano dei figli. Oggi le esigenze sono cambiate. La famiglia è fragile ed esausta, il bisogno di istruzione ed educazione immenso.

Due genitori che lavorano entrambi o una donna sola che lavora non riescono a prendersi cura dei figli. La natalità non diminuisce solo perché i giovani non vogliono rinunciare a stare con gli amici, alle happy hour e alle vacanze spensierate. La maggior parte di loro si ferma perché ha un lavoro precario e ha bisogno di una reale assistenza ai figli. Non basta diminuire le tasse o dare contributi. Dobbiamo dare alle giovani coppie la sicurezza che troveranno asili nido, scuole materne ed elementari che si prendano cura dei bambini dalle 8 del mattino fino a quando hanno finito di lavorare. E magari anche nel mese di luglio, quando ci sono le vacanze.

Ma hanno problemi anche i genitori con figli adolescenti, perché le nostre scuole medie e superiori finiscono all' una del pomeriggio o al massimo offrono un doposcuola di appoggio. E sono ancora le vecchie scuole progettate solo per l'insegnamento in aula. Oggi avremmo bisogno di college diurni in cui i ragazzi fanno letture, scrittura, sport, teatro, cinema, imparano attività artigianali che nessuno più insegna loro. Una scuola che richiede edifici scolastici nuovi o completamente riadattati e un corpo insegnante serio, autorevole e preparato.

Senza di essa i giovani resteranno a «cazzeggiare» o a instupidirsi davanti alla televisione. Nessun governo del dopoguerra ha fatto per la scuola uno sforzo simile a quello compiuto all'inizio del secolo ventesimo. Anzi nessun governo l'ha messa nell'elenco delle infrastrutture di base come le autostrade, i porti, l'alta velocità e le centrali elettriche. Ma non si può rimandare oltre.

La famiglia, da sola, non ce la fa più e la vecchia scuola perde credito ogni giorno, ha quasi smesso di educare. Dobbiamo prenderne atto, non chiudiamoci gli occhi. Occorre uno sforzo immenso per sorreggere i genitori, ricostruire il prestigio dell' educazione, dare nuovo slancio al nostro sviluppo economico e culturale!

04 febbraio 2008

http://www.corriere.it/editoriali/alberoni/08_febbraio_04/alberoni_8c893a8e-d2e8-11dc-8916-0003ba99c667.shtml